A Wash of Minds
Che poi è sempre
così, che mentre lavo la Peppa
io mi concedo al pensiero puro. Di solito
comincio
a pensare a quando, al tempo in cui ero studente
e
squattrinato, me la lavavo da solo la macchina
e mi bastava una
fontanella. Mi sovviene anche che
sapevo lavare l'auto del
mio babbo con la stessa
solerzia dei lavoranti che oggi trafficano
attorno
alla mia autovettura, e lo facevo il sabato mattina
e
mi piaceva, per puro gusto del
pulito... Sull'Appia
Antica, vicino un prato, con lo stereo
acceso. E a come
poi il mio fratello ci usciva con la sua futura moglie
il
sabato pomeriggio, con una macchina linda linda grazie
alle mie
fatiche, e a me non restava che andare a piedi
col treno o in
bicicletta. Vabbe... erano altri tempi....
Mah...mica lo so!
Bohèmien Readin'

Empasse
Ci stavo pensando
ieri
a come se mettessimo
mano al libro di grammatica
la forma
verbale più attuale
che dovremmo considerare
- più che l'indicativo e
l'imperfetto
o il compianto
congiuntivo
oppure il virtuoso gerundio -
è
quella che con grande
consapevolezza io chiamerei
il "presente transitorio"
"Io s...
Tu
s...
Egli
'... etc..."
Solo suoni verbali accennati
e nessun riferimento temporale.
Niente pare permanere
alla prova
dei fatti...
E niente si focalizza più
nel passato o per il
futuro.
E neanche possiamo più
trovare una desinenza
adatta a
rappresentare
la condizione che viviamo...
Dove Osano i Pirati...
Le sue feste di compleanno sono state
sempre le migliori, ma
quest'anno il mio
amico Claudio s'è superato, inventandosi
il Pirata
Party. Ed io mi sono inventato
a ruota il Pirata Channel... Speriamo
che
di Sky quello vero nessuno adocchi il
logo
rubato... Con
una telecamera acchittata
di pinnone e bandierine corsare abbiamo
filmato,
e in
questo promo già si intuisce
qualcosa che tutto sommato
potrebbe
essere un nuovo filone di trash televisivo
praticabilissimo,
tanto in TV se so inventati
ormai de tutto...
Where the Easter
A chi cerca e non
trova attorno a se
una parola vera, umana e sincera,
a chi è partito e non torna
dal se stesso
migliore
e fa i conti con una sua vita
che non è più la stessa
e nello
smarrimento
incontra nuova umiliazione
A chi sente che il mondo
attorno è più che
indifferente
ed avverte di voler contribuire
con un gesto
gratuito
a cambiare un minimo le cose
A chi soffre perchè non capisce,
in una società
che è crudele
e non concede sconti a chi
non è nel mazzo e non
ha
neanche carte false
da esibire ne tantomeno
assi nella manica da
giocare
A chi non comprende
che la pasqua non è un
fatto
solo di religione e fede,
ma è un pensiero
che
accomuna l'umanità
perchè di pasqua ce n'è
una per ogni
religione
come può essercene una
anche per chi non ha religione,
o
meglio, per chi tentenna
ancora a capire che
non può
sussistere
che l'unica religione
in cui credere è se
stessi,
perchè non può esserci
altro dono di vita
se non
facciamo pace
con la vita stessa,
o a chi come me
persevera
nella propria posizione
errante
ma possibilista
rispetto ad una Fede,
ad un
capoverso spirituale
che sia al netto dei dogmi
e delle "umane storiche
vicende"...
dal mio piccolo piccolo piccolo
angolo di
pensiero personale
un affettuoso augurio
- laico, deista o come vi
pare -
di buona Pasqua.
Flowers on the steps
Non ci passavo da un po' di
tempo su quei scalini,
e ci sono ricapitato ieri mattina,
proprio quando
stavano allestendo i vasi con le azalee per
fare
la coreografia floreale più celebre della capitale.
Che piccolo
inaspettato regalo ...


UnderGrown

Freak forever...
meditaçao #2
Il fare - non fare
il dire - non dire
il
muoversi - non andare
il dover giustificare
l'interpretare e il
capire
lo schierarsi, l'attuare
il difendersi e il disimpegnarsi
lo
scornarsi ed il riappacificarsi
il prendere le distanze
e il riallinearsi
con il proprio pensiero
e l'affrancarsi dai condizionamenti
altrui...
Quanta fatica!
Val la
pena,
però, vale la pena.
Se non altro perchè
anche al cinema, al
teatro
nei grandi e piccoli romanzi
funziona sempre così:
le passioni sono un tutt'uno
con il senso stesso della
vita.
Con tutto il bene e tutto il male
che esse portano con
se.
"Viviamo" tutto
sommato
anche nel mentre che soffriamo
e perciò tanto vale di cercare di
viversi
al meglio anche i momenti in cui
ci muoviamo un po' più
incerti,
come fossimo sopra un piano inclinato.
C'è più energia e
vitalità
nella personale ricerca
di un probabile equilibrio
che
nell'infantile illusione
di mantenere a se "ad
libitum"
una qualche apparente
quiete.
Alda Merini ha scritto
“Io amo perché il mio corpo
è sempre in
evoluzione”
Dead
or Spring!
Son cotto
Son
cotto
son biscotto
Son cotto
d'un botto!
Di tutto
di vita
di
luce
di pioggia
d'alito di vento
di cicche spente
di paroline
lente
di un fruscio di vestiti
e di risatine belle e sane
come davvero poche
altre cose umane,
di un calpestio
danzato
di un nome sussurrato
e del cielo azzurro
dato come
premio
e di nuvole bianche
vive come quei silenzi
dei
quali un po' mi ubriaco
e un po' divento astemio.

Little Sweet nano ...
Non so per
quale recondito motivo, ma i diminutivi
ed affini mi spaventano e mi
fanno prendere
le distante... Sentirmi chiamato con un
diminutivo
del mio nome o con un vezzeggiativo sminuente
mi
insospettisce... Per me resta vero quello che disse
un vecchietto (è
una storia che mi hanno raccontata)
la terza volta che si sentì chiamato
Carletto:
"aho' so' tre volte che me chiami Carletto,
o m'hai
fregato, o me stai per frega'..."
Poi se la propria donna ti chiama
"Nano", come nel
caso qui raccolto per strada, beh, non ne parliamo.
Forse
sottende altre virtù notoriamente associate
agli uomini di bassa
statura, però a 'sta tizia
io avrei risposto con analoga moneta...
tanti euro-auguri...
Oggi sono
cinquant'anni dalla firma dei trattati
di Roma, e nei media non si parla
d'altro...
Volevo dare il mio contributo al riguardo, in chiave
di
"amarcord", proponendovi qua
la sigla storica
dell'Eurovisione, che
sicuramente solleciterà
a parecchi pensieri un po'
"proustiani" ...
Meditaçao (another
half of mind) 
Ci
sono tanti tipi di solitudine. Bisognorebbe catalogarli perche un sostantivo
solo non basta.
Esiste la solitudine A, quella
che è vissuta in pienezza di se, in compagnia del placido fluire del proprio
pensiero,
delle cose che ti piacciono e che ti danno soddisfazione. Magari la
cerchi pure o vai a caccia di un ansa spazio-temporale per ritagliartela fra
tutte le cose che combini durante la giornata. E questa forse è la migliore, più
che altro hai la sensazione di una certa qual tutta tua integrità, la
quale spesso cresce grazie a questa solitudine
A.
Poi c'è la solitudine B, quella
che ti fa scricchiolare le ossa, che ti sembra di raschiare il fondo, che fa
risuonare come un urgenza il contatto con gli altri, e qui distinguiamo la
tipologia B1 in cui hai la forza per rompere il muro del silenzio, e
quindi di rimetterti in qualche modo in asse con il creato, dalla tipologia
B2 che invece essendo intrisa di nichilismo ti arrovella
pericolosamente su di te... scivolando verso non si sa dove.
Poi c'è la
solitudine C che ti capita di vivere quando sei in apparente compagnia,
ma è come se tu stessi da solo per fatti tuoi, anzi, peggio, e lì ricadi nelle
tipologie B1 e B2. O anche al meglio nella tipologia
A, e gli altri ti potrebbero vedere apparentemente perso ma tu perlomeno sai dove andare
a parare dentro di te, ed in qualche modo alla fine ti salvi...
Poi c'è
la tipologia D, in cui sei mistero pure a te stesso e sembra la quiete
sorda dopo la tempesta, oppure la calma prima della tormenta, diciamo una
solitudine metafisica sul quale versante ogni speculazione è
rischiosa...
E poi per contrasto sul'altro
versante, ringraziando il Cielo, c'è la compagnia degli altri.
E
là, forse, le tipologie dell'anti-solitudine sono parecchio più
variegate. Si tratta sempre comunque
di una forma di ricchezza, in
misura diversa, che va rispettata ed accolta per quanto possibile al
meglio.
(a parte il gestir le grane dei
rompiballe...)
Half of a Mind
Beh, se un
giorno rimanessi disoccupato potrei
sempre suonar per strada, Roma una
chanche
me la da, ed io scriverei il "Primo spettacolo
da
marciapiede dedicato a turisti e passanti..."
E' una cosa
seria... La Città ha bisogno di
qualcosa in più che guide turistiche, e
di diverso
rispetto agli astratti suonatori ambulante...
Un po' me lo
immagino, un po' guitto ed un
po mimo, un po' chansonnier ed un po'
tribuno romano, un po' viaggiatore di gran
tour ottocentesco ed un
po' ragazzo di vita...
Insomma, ho messo un altro pensiero
incompiuto
in testa. Chissà se un giorno necessità saprebbe
fare virtù, o
se si svelerebbe definitivamente
che "carmina no dant
panem" ...


La Prima Vera Primavera
... è
stata quella conosciuta assieme ai miei amici
attorno alla musica, è stata
l'età in cui scoprivo che
grazie alle canzoni ci si poteva divertire e
far divertire
gli altri. E grazie al cielo questo assioma può essere
vero
ancora, basta incontrarsi, creare le condizioni
giuste, e perchè no, anche
un po' crederci...
Ultimamente mi sono limitato a registrare poche
cose,
tra cui una segreteria telefonica che fa divertire
un po' tutti, ed
un mucchio di barlumi non sviluppati.
La musica è come la
primavera: è promessa di vita,
che torna, anche se conosci l'inverno e
ne vivi per un
po' distante preso come sei da altre cose. E non c'è
età
per sognare e creare grazie a lei. Ho passato un
magnifico weekend a suon di
chitarra e davanti al
buon cibo (altro che l'anoressico post
precedente...)
in Umbria con i miei migliori amici, quelli con cui
si
canta e ci si diverte. E la sensazione è proprio
di inizio primavera, proprio
come allora nella foto in
cui eravamo a Sanremo Giovani (non avemmo
gloria,
non arrivammo in finale ma ci divertimmo un mondo)
e come credo
saremo sempre, pure in età geriatrica!
...
A proposito di segreteria
telefonica, visto che non
propongo da un po' delle
"audio experience",
allora metto qua ...
... una
compilation di spassossi commenti
fatti da ignari telefonatori
dopo il beep, tra cui anche
un'analisi metrica della canzoncina fatta da un
esimia
ed attenta professoressa di italiano in
pensione...
Pensa!... Prima di mangiare... Pensa!
Aderisco
al vento dei tempi e reinterpreto il tormentone
generato dal passaggio di
Fabrizio Moro a Sanremo
dirottando il richiamo all'attenzione verso le
schifezze
che minacciano la nostra salute... Grassi
idrogenati,
oscuri e sintetici conservanti, esaltatori di sapidità,
aromi
più meno che mai naturali e chissà cos'altro.
"Pensa, prima di
mangiare, pensa..."
Da cantarsi rappandola con un ghigno
convincente
accanto ai propri amici, colleghi ancora meglio se
a
sconosciuti/e vicino ai distributori automatici.
Funziona? Beh, non so, ma
almeno si attacca bottone!