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martedì, 06 dicembre 2005

Oggi è un giorno free e potrei mettere a posto
un po' di cose dentro casa.  Avrei bisogno della verve
di questi qui sopra... 
Chissà se je la fo...  (buon titolo per una canzone)


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:19 | link | commenti
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lunedì, 05 dicembre 2005

      Pellicole e pixel


E poi ti imbatti nei fissati della fotografia tradizionale,
quelli che dicono che le macchine fotografiche digitali
non fanno certo belle foto come la pellicola, e poi ci lavori
anche assieme. Tu scatti con una reflex digitale, e tiri
fuori tante di quelle foto valide che non sai come sceglierle.
Col digitale poi il bello è che puoi scattare, e riscattare...
e riscattare, fino a trovare il fotogramma giusto.
E lui scatta con la Leica da Cartier-Bresson. In realtà mi ero
accorto che si distraeva troppo con i tecnicismi, i diaframmi
le distanze iperfocali... ed altre menate simili.
Due ore dopo le mie foto migliori erano già sul web.
Le sue dopo un tribolato processo di sviluppo, non so ora
dove siano. Però sono perfette... Almeno così ci si aspetta.
Peccato che nessuno le veda...
In amicizia mi ero offerto di scansionargli i negativi.
Perchè un fotografo tradizionale va tenuto per mano come
un bambino quando lo porti al cospetto del mondo digitale.
Ma non ha funzionato. Si sentiva violato. Romantica, ma
poco pratica la fotografia chimica può costituire ancora
una risorsa solo se interfacciata col digitale. Perchè
ogni cosa oggi prima o poi finisce nel web, o viaggia
attraverso il web. Proprio come è accaduto per il nostro
progetto. E come non è accaduto per le sue pellicole.
Conosco bene entrambe le tecnologie, ho iniziato presto
in camera oscura a sviluppare e stampare in bianconero,
investendo le giornate migliori della mia adolescenza,
ma poi ho avuto anche la fortuna di saper seguire tutti
i cambiamenti, e ho saputo cogliere in essi una chance
per fare foto migliori. Ora scatto con tutto, reflex, cellulare,
compattina, estraggo frames dal video come a ritagliare
fotogrammi preziosi di vita, felice di non dovermi più
confrontare sempre con i costi esosi del processo chimico
di sviluppo e con l'incombente fine della pellicola.
Scatti... scatti... senza pensarci, guardi e scatti.
E ti compiaci di quello che hai raccolto in un immagine.
E se non ti piace la rifai, ma mica una: dieci volte.
Fino a vedere un fotogramma perfetto.
Una volta questo privilegio era solo nelle polaroid.
Ma io ero squattrinato e non potevo permettermela.
Ora invece, come può qualunque altro appassionato,
penso solo a guardare, meravigliarmi ed inquadrare,
per cogliere le cose attorno a me. Il resto è accessorio
all'intenzione di rappresentare il mondo e la vita
che mi ritrovo attorno attraverso una bella immagine.

L'immagine di sopra, è fatta con una reflex.
Digitale... ovviamente.



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:47 | link | commenti
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domenica, 04 dicembre 2005

       A lucky pair



Quando incontri una coppia che funziona
bene, e che fa progetti, con realismo e senso
di comunione, e di intesa, tanto da rappresentarti
in pieno quello che è l'ideale d'amore che ti porti
dentro... e che non hai ancora realizzato in pieno,
beh, allora pensi lucidamente che vale la pena di
crederci e di sperare, che arriverà il momento anche
per te, che nel frattempo fai il tifo e sospiri
 per loro.
Non senza fotografarli... obviously.
Ecco, forse è questa la mia teoria: le coppie che
funzionano ti sanno cavare da dentro la voglia
di provarci, quindi non so se dire se sono
terapeudiche, oppure ti istigano a cacciarti
in nuovi guai...



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 23:24 | link | commenti
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Alla fine...


hai la sensazione che il potere chi ce l'ha se lo tiene
sempre stretto. Anzi, l'arte del potere consiste nel
saperselo mantenere, ed hai tanto più potere quanto
più lo sai ostentare e difendere, e glorificare. Poco
importa come e dove lo eserciti. L'importante è avere
modo di esercitarlo. Come mettere il cappello su tutte
le poltrone libere dentro la sala. Per poi rivendicarne il
diritto di contrattazione con chi vorrebbe sederci.
Tempo fa mi era molto più difficile comprendere queste
dinamiche. Ora ci ho fatto il callo, anzi cerco di impararare
e fare profitto dal confronto che affronto, quasi fosse uno
stage. E quindi codesti omini pregni di decisionismo io li
assecondo, li osservo, in disparte li commento, e poi
li affronto, facendo riferimento solo a me stesso ed a quello
che provo e percepisco momento per momento.
Senso pratico e fiducia nel mio animo.
Ma senza aver perso o abiurato quella forma di ottimismo
e di "purezza" di idee di cui si può  e si deve essere
orgogliosi e fieri di avere, visto che spesso essa è la
forza generatrice delle costellazioni di cose migliori
incontrabili nella biosfera. Certo che poi si rischia di
andare in pasto appunto... agli uomini di potere,
con i quali bisogna comunque sopravvivere e relazionarsi,
visto che
sono loro principali i committenti,
ed anche i primi destinatari. E qui, aggiungerei anche i
peggiori estimatori.
Visto che poi infatti questa categoria
antropologica è storicamente poco ben disposta a
capire il sapore ultimo e vivido delle cose ... e soffre
di una qualche deficienza artistico-percettiva per via
del fatto che essi si trovano a rispondere ad un diverso
immaginario intellettuale, condizionato quasi fino alla
cecità dalle regole di concretezza e di rigore copernicano
delle loro "cose di potere". Ma questa
è un'altra storia.
Ad ognuno il suo ruolo. Essi stanno bene nel loro.
Io, nel mio...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 14:37 | link | commenti
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sabato, 03 dicembre 2005

Sic transit video immundi
        
Dopo tanto lavoro il videodocumentario è
stato presentato al pubblico elegante accorso
alla serata di gala organizzata ad hoc.
Ma io, nonostante fossi in qualche modo
celebrato per il contributo dato a questo 
lavoro, invece di vestirmi in frac e papillon
e godermi la gaiezza della situazione e la
beltà delle ragazze che mi gironzolavano
attorno cercando un contatto più che umano
ho fatto la regia audiovisiva locale...
tra cespugli di cavi, notebook e mixer vari.
Questa immagine me la voglio conservare.
Credo sia stato uno dei giorni più assurdi
degli ultimi anni. Come tutto il periodo attuale.

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 21:37 | link | commenti
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  Lampi di Natale



Così. un po' dappertutto... ci si prepara.
A me sembra troppo presto, ed ogni anno sempre prima.
Però...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 21:13 | link | commenti (1)
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giovedì, 01 dicembre 2005

Veloci e Mattutini


Un mattino fumoso di freddo e di motori di macchine
in fila, tutti fermi, un vigile fischia ritmato mentre i
clacson di tanto in tanto postillano la carenza di pazienza
generale. Io ho parcheggiato dove potevo, accettando
l'idea che a piedi si fa prima. Un vigile urbano guida
la propria auto di servizio parlando noncurante al
cellulare tenuto dalla mano sinistra, ovvero sotto gli
occhi di tutti. Vorrei fotografarlo, vorrei raccogliere
questo ben risaputo paradosso in un fotogramma.
Chi dovrebbe far rispettare la legge è il primo a violarla.
Non ci riesco. Prima che si attiva la fotocamera del mio
cellulare questo personaggio in divisa municipale
è già filato via sfrecciando in tripla fila. E' solo il panico
di un mattino poco normale, il freddo quello però ci
sta tutto, padrone della stagione. Più avanti scopro un
incidente. Non è grave, un carro attrezzi si sta portando
via una fiesta tutta ammaccata da un fianco, tutti a guardare, deve essere successo parecchi quarti d'ora fa.
Più avanti mi sfreccia veloce brontolante una vecchina
in bici. "non si può più andare avanti così...", è l'unica
frase che raccolgo. Si difende bene la strada con il suo
borbottio misto ad occhiate severe qua e la di fianco, 
sprezzante verso tutte le macchine in fila che assistono inesorabilmente ferme al suo veloce passaggio.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:55 | link | commenti
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mercoledì, 30 novembre 2005

  Frugando frugando



tra le foto che sono arrivate al progetto mi
ritrovo ad ammirare dei veri e propri capolavori.
In questi giorni pare proprio che stiamo giocando
a figurine, non facciamo altro che scambiarci
foto come se avessimo ognuno di noi un album
Panini da finire... 


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 03:24 | link | commenti
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martedì, 29 novembre 2005

  Il cameriere di Sartre


Un giorno Jean Paul Sartre si trovava
in un ristorante e scriveva.
Un ragazzo si avvicinò al suo tavolo.
Lei chi è? Chiese Sartre.
Sono il cameriere. Rispose il ragazzo.
Lei non è il cameriere, lei fa il cameriere.
Notò Sartre


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:02 | link | commenti
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lunedì, 28 novembre 2005

  Roma-Civitavecchia

Autostrada verso la città del porto, è quasi
sera, mi muovo in direzione della musica.
Ogni anno là degli amici organizzano un festival
musicale dove in gara ci sono canzoni originali
ed artisti che amano esibirsi ma che non si
prendono troppo sul serio. Insomma, il posto giusto
per me. Che ho conosciuto su quel palcoscenico
soddisfazioni fra le migliori dal punto di vista
artistico-umano-musicale. Quest'anno sono stato
minimalista, una base "uneplugged", una canzone
che non avrei tirato mai fuori se non per Fausto,
per Annalaura, per il loro Movimento per la Vita
e per la simpatica gente che ogni anno ritrovo in
gara a competersi i premi. Non ero preparato, sono
stato tutto il lungo tragitto autostradale a ripassarmi
il testo della canzone, e solo a metà della esibizione
mi sono sciolto ed ho cantato bene. Non è stata una
gran bella figura. Mi ha salvato il mio rapporto
virgolettato con le cose musicali. E quella forse è la
mia cifra artistica, per me che ho sempre dichiarato
di perseguire il genere della "musica sghemba".
Del resto mi sono divertito molto prima e dopo, 
così come ieri sera mi è parso evidente come il
mio approccio con me stesso dal punto di vista
musicale continua a mutare e ridimensionarsi.
Certamente sotto il colpo delle altre cose che faccio
nella vita, ugualmente espressive, se non di più,
di una semplice e mera canzonetta moderna.
Sono lontani i tempi in cui per ore intrattenevo
le folle nei pub, a volte prendo appunti per nuove
e più ispirate canzoni, perchè mi accorgo che quel
tema, quell'argomento o quella immagine di vita,
nel modo in cui vorrei cantarlo ed approcciarlo io,
nessuno l'ha ancora affrontato. Più un fatto
trasognato e creativo, insomma, che invece pratico
e concreto, come una musica finita e "fissata" che
richiede non poco tempo e fatica per realizzarsi,
raccogliendo il materiale testuale e musicale giusto 
e lavorandolo con passione ed ispirazione per veder 
nascere una canzone da poter far ascoltare. A tal
riguardo poi tante volte negli ultimi tempi mi sono
chiesto se la canzone sia la forma di espressione
migliore a cui rifarsi, e soprattutto se sia ancora
attuale, visto che oramai con l'avvento degli mp3
e della Rete praticamente si è dissolto buona parte 
del valore di questa forma artistica. Anche se poi
a fronte sono nate nuove chance per chi ha talento
ed idee da far conoscere. Comunque sia, cantare
dal vivo rimane un emozione grossa. Anzi, la più
importante. E dovrei capire che farlo più spesso mi
farebbe bene. Magari potrei ritrovare il capoverso
e viaggiare in auto come ieri sera verso un palco
potrebbe avere un sapore certamente più buono
ed sicuramente diverso. E magari potrei ritrovare
lo stimolo per lavorare a rappresentare al meglio
il mio pensiero creativo-latente attraverso canzoni
originali e degne di quelle che scrivevo in passato,
quando la musica era tutto quello che conoscevo
e con essa c'era ben altro afflato...



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 06:34 | link | commenti (1)
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sabato, 26 novembre 2005

 Dialogo tra la Peppa
   ed un non so che...

Ci siamo. E' stato un pensiero che mi ha accompagnato
per parecchi giorni, ma ora finalmente ho portato
la mia amata Peppa a fare il tagliando programmato.
Diecimila chilometri in sua compagnia, ed ora
pit stop, abbandonandola sotto la cura di fidi
meccanici, elettricisti, sistemisti... e quant'altro.
Gli hanno collegato tanti cavi, povera Peppa,
infilandoli in posti remoti ed impensabili, e poi
hanno acceso un pc portatile... e c'è stato un grosso
scambio di informazioni, tra la mia fedele autovettura
e quel fenomeno di tecnologia montato su quattro
rotelle, i cui pulsanti venivano pigiati dalle mani
unte e callose di due giovani ed affabili meccanici.
Tutto a posto, l'olio cambiato, una cinghia sostituita
e poi altre piccole ma significanti interventi.


Mi immagino come avrà risposto la mia quattroruote
a quegli stimoli di natura informatica... Avrà raccontato
di come la guido, di come l'ho trattata in questi tre mesi
di felice collaborazione, e si sarà lasciata andare anche
su un po' di gossip.... personale. Un allarme satellitare
controlla ogni mio spostamento, un computer conosce
tutte le copie delle chiavi di cui dispongo, un radar
mi beeppa quando faccio manovra se dietro ci sono
ostacoli, un gradevole cicalino mi segnala se supero
la velocità massima consentita. E tante altre diavolerie.
Che dire. Posso solo augurarmi che tutto questo non si
rompa mai. Per il resto...  ci starò attento. Sperando
che la Peppa ricambi nel modo migliore. Wrooooomm!

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:00 | link | commenti
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giovedì, 24 novembre 2005

       Domus Video



Il ristorante è sontuoso come pochi. Forse il
più elegante in assoluto della zona. Il gestore
certamente di meno, ma comunque affabile.
Visto che sa che siamo del mestiere ci parla
della sua passione per il video, ci mostra il
videoproiettore che scende zzzz... elegante
dagli stucchi dove era nascosto, e lo schermo
circondato di casse dolby digital. Che favola!
"Qui si siedono gli sposi. Poi quando arriva la
portata di pesce, i camerieri schierato con i
vassoi, io abbasso le luci e parte il filmato..."
L'idea di Pino è innovativa: arricchire l'atmosfera
delle celebrazioni con dei video a tema, creando
di fatto una suggestiva scenografia virtuale.
Notevele intuizione, non c'è che dire, visto
che egli è più un imprenditore edile che altro.
forse è stato pure muratore, ma ora è ricco.
E si può permettere questi sfizi ed altri.
Ma il problema, ahime, è di regia del video,
è lui stesso ad ammettere... questa defaillance,
rappresentandoci le sue perplessità sulla cosa.
Nel video del pesce... una famigliola di astici
camminava serafica, vicino una seppia...
Una balena - specie protetta - e tanti gamberetti,
poverini! - pure quelli - oddio, che mattanza!
Ma come non sentirsi dei mostri nel mangiare
poi dal proprio piatto pietanze piene di
animali simili a quelli felici visti nel video?
Ma il meglio di questo "grande fratello da chef"
viene con la carne, e qui e lo stesso gestore che
ammette le sue oggettive difficoltà: "come faccio
a mmette 'sto video qua, dìteme voi! Nun posso!"
Entra il dvd nel lettore, parte una musica tribale
fatta di tamburi senegalesi... Cruenta! TumTUM!
E di botto, con violenza, sullo schermo tante
immagini di fuoristrada in safari, di gazzelle
inseguite  e morse da leoni... Di animali braccati
e addentati da altri più veloci e predatori...
Io non ce la faccio, divento rosso per l'apnea
nello sforzo inutile di trattenermi, ma poi...
scoppio a ridere...  "E' vero, Pi', come fai?  BOH!"
Che macabra fantasia. Per non parlare delle
cose viste nel video per il dolce... Da infarto.
Andrea prende appunti, propone soluzioni
e promette un impegno a trovare soluzioni
migliori per l'idea del gestore.  Ed io inizio a
desiderare improvvisamente di cambiar
drasticamente mestiere...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 21:21 | link | commenti
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mercoledì, 23 novembre 2005

 Pellicola di vita


Quello che non si può raccontare attraverso un video,
magari una foto lo può cristallizzare meglio.
La memoria richiama il vissuto, e rispondono in tanti.
Anche Andrea, con tutto il suo entusiasmo, con l'infinita
energia che ci ha fatto conoscere inventandosi il cinema
in un paese dove da anni non c'era più. E poi la bella
stagione dell'arena all'aperto, proprio qui, proprio dove
ora sta passando il cinema per creare e raccontare, 
avevamo le sere d'estate piene di film da vedere,
che ci godevamo su comode poltrone che ora giacciono
abbandonate nei locali bassi in mezzo ad un disordine 
che è un vero oltraggio al ricordo di quel periodo.
Al pensiero positivo di quell'isola di felicità che Andrea
ha fatto conoscere a tutti, per poi portarsi via con se
un giorno di questa scorsa estate. Restano pellicole
srotolate, tavolini divelti, il motore con cui le riavvolgeva
è oramai irrimediabilmente ossidato, manifesti, volantini
e tanto altro. Ma tutto quasi totalmente e definitivamente
marcio, tutto sperso. Sono stati lunghi mesi di malattia
a rovinare tutto. E a noi, assieme a qualche rullo di pellicola
ancora intatto di promo di film oramai non più in prima
visione, resta il ricordo di un maestro andato via troppo
presto, troppo in fretta, come una pellicola che si rompe e
lascia il buio in sala. Siamo in tanti ora ad accendere
fiammiferi per inseguire un po' di luce, ma non sarà più
lo stesso, anche se lui, sono sicuro, ci verrà sempre
incontro, a smuoverci l'animo nella direzione giusta,
a passo con le immagini, in sincrono con le idee, con
l'interesse giusto per le persone, per le parole, e per
la vita che ci gira tutta attorno.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 07:58 | link | commenti
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martedì, 22 novembre 2005

   Gli occhi sul set



Ci hanno girato attorno per tutto il tempo, incuriositi da tutto quel fabuloso mondo di cose che gli operai avevano tirato fuori dal camion sul quale trionfava la scritta "Cartocci Cinematografica".
Un nugulo di persone ansiose lavorava e parlottavano dentro i locali sconquassati dall'abbandono e dai vandali, con i muri rigati di murales e bestemmie scritte in fretta con lo spray, ovvero tutto quello che la telecamera doveva avere l'accortezza di ritrarre il meno possibile. Per loro, dagli occhi così pieni di curiosità, era stata una strana giornata quasi di festa. Mi guardavano con timore, mentre passavo in fretta, con la reflex in mano, diretto verso quello che doveva essere un set ma che fino a poche ore prima era soltanto un posto proibito dove non era facile andarci a giocare, che se proprio ci riuscivi speravi che nessuno a casa lo venisse a sapere. Avevano gli occhi di chi sapeva di aver fatto una marachella. Con la voce severa mi sono ritrovato a minacciarli nel modo più perentorio possibile: "guardate che se manca qualcosa... ho le vostre foto. Ho già chiamato i vigili...". Come dire, tutte il repertorio di cose ed il tono di voce conosciuto ed ascoltato a mia volta dagli adulti quando anch'io alla loro stessa età facevo le medesime marachelle. Mi guardavo attorno, sperando non mancasse nulla, tutte quelle borse, quelle luci, gli attrezzi ed i cavi lasciati sparsi per terra. Ripassando più tardi lì davanti li ho guardati di nuovo di sbieco. Alcune ore prima erano stati ripresi da una telecamera fissata sopra una dolly mentre tiravano calci un po' teatrali al pallone negli spazi dove una volta sorgeva un campetto. Erano perciò un po' soddisfatti, ma anche stanchi. Nel guardarli mi è scappato un sorriso, ricambiato da parte loro con un po' di meraviglia, perchè forse hanno improvvisamente capito che prima avevo bleffato. O forse si era solo fatto tardi, e pure loro si erano abbondantemente stufati dell'improvviso circo di cose vissuto da tutti durante questa indimenticabile giornata.

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 16:43 | link | commenti
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    Investimenti e crediti


Ognuno li fa a modo suo.
Questa persona, per esempio, ha investito in titoli di parcheggio, ma inevitabilmente attira l'attenzione di chi fa credito... Certo, se ogni giorno investe così!

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lunedì, 21 novembre 2005

La memoria della signora Licia



si stinge col passare dei giorni.
Lei può essere ancora testimone diretta di
quello che accadeva nell'edificio dove la sua
famiglia aveva vissuto nel dopoguerra come
sfollata, lo stesso edificio dove ora noi giriamo,
ma lei che continua a dispensare cibo per i gatti
che gironzolano dentro quel poderoso rudere
non si ricorda che poche cose: le malattie avute
per via dello stato di indigenza in cui vivevano
(le più brutte...), la sua famiglia oramai estinta
e dissolta, ed il giorno in cui sono andati via da lì.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:45 | link | commenti
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domenica, 20 novembre 2005

           I'm flying


Voliamo bassi sulle belle immagini dell'orizzonte,
a fronte però il mio pensiero vola più sul patrimonio
di cose conosciute ed avute in dono da questa esperienza.

Guardo, guardo e guardo.

Non mi stanco mai di guardare le foto dei giorni lontani.

Scruto ed ingrandisco, frugo e mi incuriosisco più di prima.

Cerco di capire i gesti, di riconoscere le intenzioni.

Di avere la prova di una continuità.
Di sapere che la vita è sempre qui.

Allora come prima e come adesso.
Sempre bella, e sempre intensa.
E pure sempre complicata.

Cerco di capire il mistero di una mutazione.

Il significato di un passaggio.
Ascolto il silenzio di chi se ne è andato.

Lasciandoci qui intrisi
di tracce del suo vissuto.

Come a cercarne un saluto.
Come a volergli un po’
estorcere un abbraccio
infinito di commiato.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 11:11 | link | commenti
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giovedì, 17 novembre 2005

        He got the power



é capace di far divertire
i suoi nonni in un modo
mai conosciuto prima.
E' l'ultimo arrivato ma
ha dimostrato già
abbondantemente di
avere le idee chiare...
come pochi al mondo.
E tutto questo
è ciò che di più bello
si possa avere dalla vita.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:55 | link | commenti (1)
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mercoledì, 16 novembre 2005

Il successo di Sig
 
Col suo reportage su Falluja è riuscito
a scuotere il castello di menzogne di
Bush. Nonostante in Italia sia stato
quasi del tutto oscurato, a parte un
passaggio su TG3 Primo Piano, egli
è stato ospitato ed intervistato dai
migliori broadcast mondiali, a cominciare
da Al Jazeera. Intanto il suo reportage
andava in onda di continuo su Rainews24. 
E fuori di lì, il silenzio. Ma il buio mediatico
intorno alla sua inchiesta stamattina
è rotto dalle ammissioni di responsabilità
del Pentagono riguardo l'utilizzo dell'arma
non convenzionale. Tutto grazie a Sigfrido.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 07:05 | link | commenti
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martedì, 15 novembre 2005

SuperOtto prima di ninna

Il materiale mi era stato dato con molto timore.
Dietro quei nastri c'erano ore ed ore di lavoro.
Ben catalogate per anni, dal 1978 in poi.
Footage, detto in inglese, per il nostro documentario.
Mi potevo aspettare di tutto, ma non quello che
ho visto. La persona che le ha girate, ironia
della sorte, ora è quasi cieco. Ma l'amore e la passione
che mi sono arrivati dietro il suo lavoro di cineoperatore
amatoriale alle prese con una cittadina che cambia
e cresce non ha eguali. Bisogna avere un cuore
particolare per stare al di qua di ciò che accade, e di fronte
a tutti gli altri. Questa sera, prima di dormire, qui,
dai video di Pierluigi ho imparato tanto, ma non di
video, per quanto dal minimalismo reale (e non fighetto
come spesso si vede oggi in giro) la lezione anche in
quel versante è notevole...  ma ho appreso tanto dalla vita.
La vita raccontata dalla sua superotto, dei luoghi in cui
vivo, delle persone che li animano, dalla sua voce garbata
a commento dei primi sonori. E dalla vita che ho vissuto
io stesso bimbo in quelle giornate di anni lontani, come
in quella strepitosa ripresa dei festeggiamenti per la vittoria
degli azzurri nel mondiale del 1982. Ho ritrovato attraverso
il suo lavoro molti frammenti della mia infanzia. I miei
occhi hanno rivisto ciò che sembrava oramai solo
vacua materia mentale. Pierluigi ora con i suoi di occhi
vede molto poco. Ma tutto quello che essi hanno visto 
è un prezioso atto d'amore per la comunità del paese
in cui viviamo.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 23:11 | link | commenti
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