Dr. Dracula Has Moved
Quando si
dice c'è la crisi... Dopo aver messo in
vendita il proprio castello (è un
fatto di cronaca vera
di qualche giorno fa...) il truculento conte è
venuto
in Italia a cercar fortuna, e visto che la concorrenza
in fatto di
emofilia pare sia impari (qui a succhiar il
sangue ci pensano i politici e
le istituzioni) allora si
è riconvertito in pieno, accettando
un'attività della
quale pare che gli italiani hanno un
certo bisogno.
cancelli, ringhiere, infissi blindati, letti in fetto
battuto
e chi più ce ne ha più ce ne metta. Certo che un minimo
di
richiamo al paese di provenienza non è mica peccato
permetterselo, e allora
perchè non chiamare la ditta
con il nome della beneamata terra d'origine?
Come
i napoletani di Brooklyn che chiamano i ristoranti
"Posillipo"
e "Napul'ammore"... E con tutta la truculenza
di un font ad hoc poi la
nostalgia è sedata fino in fondo.
Ah... Dracula mio, che strana fine
hai fatto, speriamo
almeno che del tuo mestiere antico non ci sia
traccia
quando presenti il conto ai tuoi clienti...
PS:
C'è un post scrittum di questo
post che è meno gaio
del cazzeggiamento di cui sopra. Vorrei
approfittarmi
del tema geografico per andare a fondo nella vicenda
umana.
Ieri due rumeni, due povere sfortunate persone
in una fonderia vicino
Padova hanno trovato una morte
assurda. Essere travolti da un rigurgito
di ghisa fusa
credo che sia veramente da film d'orrore, ben oltre
la
fantasia di qualsiasi autore cinematografico.
Come far diventare un
post cazzaro in un post di
solidarietà? Semplicemente con un buon
pensiero
per la comunità intera dei rumeni, così operosi
e
spesso onesti al di là di ogni umana nostra possibilità:
Se Dracula ha
venduto il castello, i suoi conterranei
stanno vendendo la loro
pelle per il nostro benessere.
Quando li vedo in bicicletta con le gote rosse
a
muoversi nel traffico automobilistico o davanti ad
una pensilina ad
aspettare un mezzo pubblico
penso che sono oggettivamente molto più ecologici
di noi poveri illusi col mito del lusso e dei motori,
così come si può
dire che così facendo essi vanno
oggettivamente ben oltre il Trattato di
Kyoto, e
che alle lunghe al globo terrestre sapranno badarci
meglio di noi, proprio come fanno con i nostri
anziani...
Una matita, un gessetto, una lavagna
Se ne è andato la settimana scorsa senza
troppo
clamore Osvaldo Cavandoli, colui che ideò e
disegnò negli anni
settanta il vitalissimo omino
fatto con una linea, il
quale partendo da una semplice
pubblicità all'interno di carosello ebbe
modo di
approdare con grande simpatia nel cuore di tutti.
Chi è che
non se ne ricorda? certo, per chi non ha
mai conosciuto il cartone di cui
parliamo perchè
è arrivato al mondo solo più tardi ci pensa Youtube,
(Dio mio, incomincio a
spaventarmi per la potenza
di questo sito, un vero e proprio scrigno
condiviso...)
Visto che si parla di creatività
vorrei tributare un
qualche onore anche ai creativi che hanno ideato
e
fatto questa foto per una brochure di una banca...
Carina, no'?
Condivisibile e riproducibile,
magari personalizzandola, direi
...
Fotocamere digitali alla mano, tutti al lavoro!
Siamo nell'epoca della
creatività condivisa,
e Cavandoli con la sua linea rimarrà per tutti
un
notevole personaggio da antologia.
Loosing My head For...
Un idea fresca fresca
per un MMS ad effetto:
Scaricarsi questa foto (o farne un'altra simile)
e
smessaggiarla alla gentil donzella a cui siamo
interessati didascandola
pressapoco così:
"Ho perso la testa per te..."
Io dico che
funziona....
W O Women!
Cosa rende
più compiuto
il Creato se non la donna?
Altro che una costola d'Adamo,
qui si tratta di un femore
anzi, di una "Femora"
del Padreterno!
Auguri, mie care...
Se ci sarà occasione
parlerò comunque bene di voi,
oggi come
sempre.
Il sorriso del Madagascar
Questo
reportage per il quale ho
lavorato la
scorsa settimana mi ha toccato molto, come
credo possa toccare
chiunque lo veda. Merito
delle persone eccezionali che hanno scelto
di
cambiare le cose per la gente che è lì, a
cominciare da un ragazzo
romano trentenne
che ha saputo lasciar tutto quello che aveva
qua (faceva
il tassista) e ricominciare là.
Per gli
altri.
M² (Moderatamente Me)
Il sapore di queste ore
non disdegna certo
di
meravigliare
ma la sensazione
predominante
è che a volte la
vita
sia un po' lestofante...
Una passeggiata glabra
di pensieri al Circo
Massimo,
Una spremuta d'arancia
perchè va seguito di nuovo
a vista il
mio metabolismo
che tende sempre
ad esprimersi
in nuove forme
di pinguetudine
Un film al cinema
Saturno Contro
gran
delusione
come al solito
maggiore è la pubblicità
in giro, più alta
è
la possibilità di sola...
Ozpetec più che un regista
mi pare uno
stagista
che dirige il suo primo
copione. Gli attori, poi
non ne
parliamo...
Sanremo, ci ho provato
a seguirlo, ma
boh...
L'espressione della mia
personalissima opinione
sarebbe aggiungere entropia
al sistema
assurdo
dell'autorefenzialismo
di questo evento mediatico
e di chi lo
vive illuso
dal di dentro e di chi lo
frequenta anche dal di
fuori.
Me ne astengo,
mi sembra un circo
assurdo
che non saprei in alcun modo
giustificare oltremisura.
Non
faccio altro che pensare
ad Elio e le storie tese su quel palco
tanti anni
fa, ahimè, ormai.
E poi a quella stagione anche
lontana in cui con i
miei due amici
Claudio ed Andrea
con quella che poteva essere
la prima
boyband della storia
(era il 1993... prima dei Take That...)
frequentammo
quel palco
senza successo ne gloria
con una canzone mia
che ancora
oggi, Dio mio,
se la
cantassimo di nuovo
è più attuale di tutto ciò
visto in queste
sere,
"il rap dell'universitario fuori corso"
Tanti anni passati,
ma a
me urge ancora
una prova d'appello
a livello creativo.
E forse per
questo
guardo ancora Sanremo.
Non per sognare d'andarci,
giuro, non c'è
proprio alcun
impulso al riguardo,
ma per trovare lo stimolo
giusto per
ricominciare
a sognare nel giusto modo
come sapevo fare un tempo
con la
musica e le parole.
How About Her
Il colore dei ricordi
è tenue e
lieve.
Come la
brina
in un giardino
nel tardo mattino:
caduca ma
presente.
E non sai
per quanto
ancora, quando
sei già a compiacerti
del nuovo
sole
e del suo stordito
ingenuo incanto.
With a Little
Help of My Prof
Come spesso succede, in aiuto ci viene un po'
l'Oriente.
Il beneamato e da queste parti già
introdotto professor Yuan, ieri, con un tempismo
trascendentale, da un nastro in
riproduzione in
una remota saletta di montaggio televisivo,
illustrava
il significato metaforico
dell'ideogramma cinese "anima".
Ed io improvvisamente mi sentivo sulla strada
che porta
dalla Montagna a Maometto...
Complimenti,
Prof, anche per la simpatia
dimostrata durante questa
esposizione!



Peppa's Toilette
Chat
Peppa: Ma com'è che me stai a lavà te?
Dug: Perchè così mi costa di meno
Peppa: Ma a mme me piacevano tanto quei baldi
ragazzotti rumeni dell'altra
volta...
Ce li hai presente? Che mani forti e veloci!
Dug: Si, lo so, ma qua ce costa
de meno, ok?
Peppa: Ma qua so' io che me diverto de
meno...
Tu nun me strofini mica come fanno loro...
Dug: Beh, ma almeno risparmieremo un
po'.
E poi sapessi quanto sono
sottopagati quei
ragazzi.
E' una questione sociale, sai?
Peppa: Si, la questione sociale la sto subendo
io.
Qua so' io che me sento
sottovalutata.
Prima
la sbornia de benzina, poi
'sta
prevaricazione de prima
mattina...
Ma,
dico, sono o non sono una berlina?
Dug: Si ma non t'hanno fatto a tre
volumi.
Eppoi
puzzi ancora del carburante di
ieri...
Zitta,
sennò te faccio il risciaquo con l'osmosi!
Peppa: Ma fa un po' come te pare...
Tanto qua
va a finire che zozza ero
e zozza me sa tanto che rimango.
Dug: Ecco. Hai detto la tua.
ci
risentiamo al prossimo tagliando...
Peppa: hic! ... El
tagliando!.. Hic... Bello! ...Hic...
(to be
continued)
A Catodic Kiss
Un momento di
televisione sublime o degenere,
a seconda da come lo si intenda, vissuto
dalle mie
parti. Approfittandosi della ricorrenza di S.Valentino
il giornalista più galante che
si possa incontrare
qua in giro ha compiuto impunemente in onda,
alle
spese della collega con cui condivideva lo
spazio del teleschermo, questa
raffinata galanteria.
Mah... Da manuale!

St. Valentine Dreams
No comment...



Behind The Dream
Ieri sera mi
sono accorto che in TV c'è ancora il
grande fratello. Non so a che edizione
sia arrivato,
non me ne curo, immagino che se continua così
tra qualche
decennio avremo un associazione
reduci del Grande Fratello, come quelle che
si
oramai estinte piene di arzilli reduci della Grande
Guerra... Ma
mi ispira sempre più curiosità l'indotto
di queste produzioni televisive.
Questa foto qua
rappresenta lo stato del muro di cinta del complesso
di
Cinecittà, laddove tanti Grandi Sogni, compreso
il GF, continuano ad
imperare. Il muro stesso è un
enorme e continuato graffito, praticamente un
urlo
disegnato da tutte le persone rimaste fuori dall'area
posta sotto
i riflettori... Interessantissimo, dal punto
di vista sociologico. Una
sorta di muro di Berlino tra
la porta d'ingresso dello Star System e il mondo
della
borgata nella quale si ricade appena al di fuori, una
superficie
tutta da aerografare per sfogarsi con ogni
proprio sogno visionario
e qualunque libera invettiva,
tra idoli e disillusioni, tra mitologia
televisiva e vacuita...
Andrebbe fotografato tutto, centimetro per
centimetro
come i graffiti dei mausolei più antichi, delle tombe
dei
faraoni, degli intonaci scarabocchiati delle prigioni
più dure. Anche perchè
qua non si sa chi è dentro e
chi è fuori, in tutti i
sensi...