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martedì, 13 marzo 2007

  Dr. Dracula Has Moved



Quando si dice c'è la crisi... Dopo aver messo in
vendita il proprio castello (è un fatto di cronaca vera
di qualche giorno fa...) il truculento conte è venuto
in Italia a cercar fortuna, e visto che la concorrenza
in fatto di emofilia pare sia impari (qui a succhiar il
sangue ci pensano i politici e le istituzioni) allora si
è riconvertito in pieno, accettando un'attività della
quale pare che gli italiani hanno un certo bisogno.
cancelli, ringhiere, infissi blindati, letti in fetto battuto
e chi più ce ne ha più ce ne metta. Certo che un minimo
di richiamo al paese di provenienza non è mica peccato
permetterselo, e allora perchè non chiamare la ditta
con il nome della beneamata terra d'origine? Come
i napoletani di Brooklyn che chiamano i ristoranti
"Posillipo" e "Napul'ammore"... E con tutta la truculenza
di un font ad hoc poi la nostalgia è sedata fino in fondo.
Ah... Dracula mio, che strana fine hai fatto, speriamo
almeno che del tuo mestiere antico non ci sia traccia
quando presenti il conto ai tuoi clienti...

PS:

C'è un post scrittum di questo post che è meno gaio
del cazzeggiamento di cui sopra. Vorrei approfittarmi
del tema geografico per andare a fondo nella vicenda
umana. Ieri due rumeni, due povere sfortunate persone
in una fonderia vicino Padova hanno trovato una morte
assurda. Essere travolti da un rigurgito di ghisa fusa
credo che sia veramente da film d'orrore, ben oltre
la fantasia di qualsiasi autore cinematografico.
Come far diventare un post cazzaro in un post di
solidarietà? Semplicemente con un buon pensiero
per la comunità intera dei rumeni, così operosi
e spesso onesti al di là di ogni umana nostra possibilità:
Se Dracula ha venduto il castello, i suoi conterranei
stanno vendendo la loro pelle per il nostro benessere.
Quando li vedo in bicicletta con le gote rosse a
muoversi nel traffico automobilistico o davanti ad
una pensilina ad aspettare un mezzo pubblico
penso che sono oggettivamente molto più ecologici
di noi poveri illusi col mito del lusso e dei motori,
così come si può dire che così facendo essi vanno
oggettivamente ben oltre il Trattato di Kyoto, e
che alle lunghe al globo terrestre sapranno badarci
meglio di noi, proprio come fanno con i nostri anziani...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:19 | link | commenti (2)
categorie: pictures, around dug
lunedì, 12 marzo 2007

Una matita, un gessetto, una lavagna



Se ne è andato la settimana scorsa senza troppo
clamore Osvaldo Cavandoli, colui che ideò e
disegnò negli anni settanta il vitalissimo omino
fatto con una linea, il quale partendo da una semplice
pubblicità all'interno di carosello ebbe modo di
approdare con grande simpatia nel cuore di tutti.
Chi è che non se ne ricorda? certo, per chi non ha
mai conosciuto il cartone di cui parliamo perchè
è arrivato al mondo solo più tardi ci pensa
Youtube,
(Dio mio, incomincio a spaventarmi per la potenza
di questo sito, un vero e proprio scrigno condiviso...)
Visto che si parla di creatività vorrei tributare un
qualche onore anche ai creativi che hanno ideato
e fatto questa foto per una brochure di una banca...



Carina, no'? Condivisibile e riproducibile,
magari personalizzandola, direi ...
Fotocamere digitali alla mano, tutti al lavoro!
Siamo nell'epoca della creatività condivisa,
e Cavandoli con la sua linea rimarrà per tutti
un notevole personaggio da antologia.



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:02 | link | commenti (5)
categorie: other videos, around dug
venerdì, 09 marzo 2007

Loosing My head For...



Un idea fresca fresca per un MMS ad effetto:
Scaricarsi questa foto (o farne un'altra simile)
e smessaggiarla alla gentil donzella a cui siamo
interessati didascandola pressapoco così:
"Ho perso la testa per te..."

Io dico che funziona....


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 12:55 | link | commenti (3)
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giovedì, 08 marzo 2007

  W O Women!


Cosa rende più compiuto
il Creato se non la donna?
Altro che una costola d'Adamo,
qui si tratta di un femore
anzi, di una "Femora"
del Padreterno!
Auguri, mie care... 
Se ci sarà occasione
parlerò comunque bene di voi,
oggi come sempre.




Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:55 | link | commenti (2)
categorie: pictures, walk of minds
martedì, 06 marzo 2007

Il sorriso del Madagascar

 

Questo reportage per il quale ho lavorato la
scorsa settimana mi ha toccato molto, come
credo possa toccare chiunque lo veda. Merito
delle persone eccezionali che hanno scelto di
cambiare le cose per la gente che è lì, a
cominciare da un ragazzo romano trentenne
che ha saputo lasciar tutto quello che aveva
qua (faceva il tassista) e ricominciare là.
Per gli altri.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:34 | link | commenti (3)
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venerdì, 02 marzo 2007

  (Moderatamente Me)

Il sapore di queste ore
non disdegna certo
di meravigliare
ma la sensazione
predominante
è che a volte la vita
sia un po' lestofante...


Una passeggiata glabra
di pensieri al Circo Massimo,
Una spremuta d'arancia
perchè va seguito di nuovo
a vista il mio metabolismo
che tende sempre
ad esprimersi
in nuove forme
di pinguetudine

Un film al cinema
Saturno Contro
gran delusione
come al solito
maggiore è la pubblicità
in giro, più alta è
la possibilità di sola...
Ozpetec più che un regista
mi pare uno stagista
che dirige il suo primo
copione. Gli attori, poi
non ne parliamo...

Sanremo, ci ho provato
a seguirlo, ma boh...
L'espressione della mia 
personalissima opinione
sarebbe aggiungere entropia
al sistema assurdo
dell'autorefenzialismo
di questo evento mediatico
e di chi lo vive illuso
dal di dentro e di chi lo
frequenta anche dal di fuori.

Me ne astengo,
mi sembra un circo assurdo
che non saprei in alcun modo
giustificare oltremisura.
Non faccio altro che pensare
ad Elio e le storie tese su quel palco
tanti anni fa, ahimè, ormai.

E poi a quella stagione anche
lontana in cui con i miei due amici
Claudio ed Andrea
con quella che poteva essere
la prima boyband della storia
(era il 1993... prima dei Take That...)
frequentammo quel palco
senza successo ne gloria
con una canzone mia
che ancora o
ggi, Dio mio,
se la cantassimo di nuovo
è più attuale di tutto ciò
visto in queste sere,
"il rap dell'universitario fuori corso"
Tanti anni passati,
ma a me urge ancora
una prova d'appello
a livello creativo.
E forse per questo
guardo ancora Sanremo.
Non per sognare d'andarci,
giuro, non c'è proprio alcun
impulso al riguardo,
ma per trovare lo stimolo
giusto per ricominciare
a sognare nel giusto modo
come sapevo fare un tempo
con la musica e le parole.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 19:57 | link | commenti (6)
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mercoledì, 28 febbraio 2007

How About Her



Il colore dei ricordi
è tenue e lieve.

Come la brina
in un giardino
nel tardo mattino:
caduca ma presente.

E non sai per quanto
ancora,  quando
sei già a compiacerti
del nuovo sole
e del suo stordito
ingenuo incanto.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 07:44 | link | commenti (3)
categorie: pictures, lirics
martedì, 27 febbraio 2007

With a Little Help of My Prof 
 

Come spesso succede, in aiuto ci viene un po'
l'Oriente. Il beneamato e da queste parti già
introdotto
professor Yuan
ieri, con un tempismo
trascendentale, da un nastro in riproduzione in
una remota saletta di montaggio televisivo,
illustrava il significato metaforico
dell'ideogramma cinese "anima".
Ed io improvvisamente mi sentivo sulla strada
che porta dal
la Montagna a Maometto...
Complimenti, Prof, anche per  la simpatia
dimostrata durante questa esposizione!


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:30 | link | commenti
categorie: lingue straniere, other videos, walk of minds
venerdì, 23 febbraio 2007

A System Message



Chiuso per sfiga! Tanto poi passa...

(cliccandoci sopra o qui si può scaricare il cartello non compilato...
Vi giro la palla, ad ogni buon uso e consumo!)


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 18:42 | link | commenti (7)
categorie: funnies, a dugs life

A Delicate Lift 


Mi piace quando piove non piove
e vedi che tutti aprono e chiudono gli ombrelli
e c'è chi cerca di venderteli a tutti i costi
e tu lo congedi con un occhiata che significa:
"ma che vuoi... ? Non lo voglio!"
e c'è chi coraggioso si incammina
riparandosi soltanto col giornale
con le notizie di un governo caduto
che non si sa come quando e se si rialzerà,
sai solo che costa e che lo paghi anche te
e allora cerchi un passaggio ed un riparo
dalla metropolitana così tanto snobbata
dove invece, guarda un po', ci trovi un confronto
con tutti i tuoi consimili umanissimi bipedi
tutti a loro modo un po' meteopatici. 
Per poi scappare via da quel tunnel,
appena puoi, poche fermate e via
da quei vagoni stra-scarabbocchiati
e quello strano silente mood collettivo,
con la coda tra le gambe ben arruffata
ed quel po' di pensiero tutto stropicciato.
Forse mi sa tanto che abbiamo bisogno
tutti di una generosa vacanza collettiva...
Tutti assieme, però, su!  Signora, anche lei!
Partiamo con lo stesso vagone della metro:
Bahamas o Antille francesi?

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: pictures, walk of minds, around dug
giovedì, 22 febbraio 2007

Stolen Smiles (without the photo)


Quanto vale un sorriso rubato? Io lo so, l'ho sempre
saputo, per questo continuo a rubarli con le mie immagini.
A zio Gitto glielo avevo rubato poco prima delle passate
feste, quando, nonostante fosse malato, mi approfittai
della contentezza che vidi sul suo viso quel mattino,
e nella fretta con cui andavo al mio lavoro tirai fuori la
reflex raccogliendo in una serie di scatti tutta la sua umana
soddisfazione che viveva dopo aver preso al centro anziani 
quel bravo pacco dono natalizio che ogni anno gli
riserbavano. Una simpatica rapina se ci penso ora,
scattare quella foto. Sapevo quanto soffrisse ma non
sapevo di quanto gravoso bisogno di cure aveva. 
Ed una tale fotografia a suo modo, un po' lo era.
Sono sicuro che ora che ha appena smesso di soffrire,
di questo mezzo sorriso rubato, di quel momento in cui
glielo fregai e della gioia ed il divertimento che ne
conseguirono, egli ne disporrà al meglio, per farne buon
conto per se e per tutti... Come si conviene a tutte
le cose belle che rimangono un po' qua ed un po' là,
un po' in cielo ed un po' nel ricordo di tutti.




Dug ha scribacchiato ciò alle ore 23:06 | link | commenti (2)
categorie:
domenica, 18 febbraio 2007

Who, What, Where, When, Why the Winter?



C’era una volta un essere vivente. Non si capiva bene che tipo di essere esso fosse, ma comunque sappiamo che viveva, e rispondeva ai più banali istinti che animano un essere vivente, per l'appunto. Con l’arrivo dell’inverno il suo ottimismo andava a puttane, e perciò abbassava di tre quarti il capo e camminava chino. Non guardava più in faccia a nessuno, ma non era certo un problema: mezz’occhio appena gli poteva bastare per farsi un idea di come e dove verso egli camminasse… tanto prima o poi avrebbe inevitabilmente ricominciato a intercedere con un andatura migliore, con la fronte di nuovo alta e gli occhi fieri. C’era solo da passar l’inverno. Tutto qua. Come da infinite stagioni si ripeteva incessantemente in questo globo celeste pulsante di vita, sul quale a muovere ogni cosa è spesso il cocente fato che sfrigola sulla schiena degli esseri viventi, poverini, così miseri al cospetto delle forze in campo... I quali dal canto loro però sono sempre così orgogliosi di sentirsi, non appena possono, eretti ed “sovraumani”, che non perdono mai occasione di ergersi i pensieri all'insù, che quando poi, a volte, a muovere le cose è un improvviso fatal destino… emh... essi poi barcollano e si piegano su un fianco come mai avrebbero immaginato un minuto prima. Ma si tratta spesso ovviamente solo di un fuggente palpito in controfase: la vita è soprattutto un’onda buona - mai dimenticarsene! - la quale infrangendosi crea inevitabili risacche e -oopss!- muovendosi sconquassa i castelli di sabbia che trova sparsi qua e là. Ma lo fa solo per disegnare nuovi argini.
Tutto qua. Ma a pensarci non è poco. Basta solo aspettare che l’onda finisca, e che l’inverno vada ad esprimersi più in là.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 22:53 | link | commenti (6)
categorie: walk of minds, pure dug minds
venerdì, 16 febbraio 2007

Peppa's Toilette Chat



Peppa: Ma com'è che me stai a lavà te?

Dug: Perchè così mi costa di meno

Peppa: Ma a mme me piacevano tanto quei baldi
              ragazzotti rumeni dell'altra volta...
             Ce li hai presente? Che mani forti e veloci!

Dug:       Si, lo so, ma qua ce costa de meno, ok?

Peppa:  Ma qua so' io che me diverto de meno...
              Tu nun me strofini mica come fanno loro...

Dug:   Beh, ma almeno risparmieremo un po'. 
      E poi sapessi quanto sono sottopagati quei ragazzi.
             E' una questione sociale, sai?

Peppa: Si, la questione sociale la sto subendo io.
             Qua so' io che me sento sottovalutata. 
            Prima la sbornia de benzina, poi 'sta         
            
prevaricazione de prima mattina...
             Ma, dico, sono o non sono una berlina?

Dug:   Si ma non t'hanno fatto a tre volumi.
           Eppoi puzzi ancora del carburante di ieri...
           Zitta, sennò te faccio il risciaquo con l'osmosi!

Peppa: Ma fa un po' come te pare... 
            Tanto qua va a finire che zozza ero
              e zozza me sa tanto che rimango.

Dug:  Ecco. Hai detto la tua.
            ci risentiamo al prossimo tagliando...

Peppa:  hic! ... El tagliando!.. Hic...  Bello!  ...Hic...

(to be continued)


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categorie: funnies, a dugs life
giovedì, 15 febbraio 2007

A Catodic Kiss
 

Un momento di televisione sublime o degenere,
a seconda da come lo si intenda, vissuto dalle mie
parti. Approfittandosi
della ricorrenza di S.Valentino
il giornalista più galante che si possa incontrare
qua in giro ha compiuto impunemente in onda,
alle spese della collega con cui condivideva lo
spazio del teleschermo, questa raffinata galanteria.
Mah... Da manuale!


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 18:45 | link | commenti (2)
categorie: relationship, funnies, other videos

Peppa's Night Drunk of Fuel



La presente sarà consegnata a mano al destinatario in questione
questa sera, affinchè nulla di ciò che è accaduto la scorsa notte
rimanga lasciato all'oblio... ne' per me, ne' per lui!


Caro amico,
 
quando mi sono fermato nell’area di servizio per fare il carburante e le ho permesso di farlo al posto mio ho pensato di fare un atto di bene. Mentre inseriva quei venti euro nella macchina del self service io pensavo alle parole per rispondere ad una amica che mi aveva appena mandato un messaggino sms. Mentre lei si avvicinava al distributore e prendeva la pistola col tubo io pensavo ai cinquanta centesimi che mi pareva giusto darle per il lavoro che abusivamente lei faceva, e controllavo nel portamonete effettivamente di averli. Mentre lei apriva lo sportellino e toglieva il tappo dal serbatoio io mi sentivo improvvisamente felice per il momento di solidarietà che stavo vivendo, visto che praticamente il carburante lo faccio sempre da me, essendo giovane baldo, aitante, ed immaginavo che il suo servizio fosse utile a gente meno pratica e magari soprattutto alle donne. Mentre io scrivo non le nascondo che cerco di immaginarmi come avrà maniera, sempre se la avrà, di leggere o magari farsi leggere questa lettera, visto che ho scoperto soltanto dopo, quando sono tornato indietro a cercare da lei spiegazioni e chiarimenti, con la macchina rantolante e fumante per la sbornia di carburante sbagliato erroneamente da lei messomi, che non conoscete la lingua del paese nel quale siete venuto a cercar fortuna, e che non vi siete quindi per niente curati di leggere quello che c’era scritto a caratteri cubitali sull’etichetta sopra il tappo, “diesel”, per l'appunto, non benzina.
Ma oramai è andata… merda…
Vede, io nella serie di conseguenze che ho dovuto accettare grazie alla sua disattenzione e alla sua ignoranza, mi sono interrogato molto sulle mie, di disattenzioni ed ignoranze. Come quelle che perpetuavo in quel momento là, mentre lei mi rovinava la serata, la notte ed i due giorni successivi e l’integrità del motore della mia beneamata autovettura, come sempre, in ogni momento della minuta giornata dell’anno. Le disattenzioni si pagano, e non solo con i soldi, ma con tutte le indesiderate conseguenze sul tipo di vita che ci ritroviamo a fare per via del danno compiuto. Io, le assicuro, mi sono appena fatto ben carico delle mie. Lei invece domani sera, come spero fin quando vorrà e dovrà, sarà di nuovo là in quell’area di servizio tutto giulivo, così come accolse me e la mia auto prima di fare quello che ha fatto. Mi creda, non gli voglio male, mi basta aver assistito a qualche quarto d’ora in più della vita che lei ed i suoi amici fate ogni sera ed ogni notte per strada, come posso solo immaginare quella che, vostro malgrado, vi deve aspettare di giorno, nel migliore dei casi dal sapore agrodolce. Non le nascondo che nel raccontare la singolare vicenda che mi è accaduta grazie a lei  ad amici e parenti ho usato dei toni molto rudi nei suoi confronti, e che ho adottato parole molto pesanti per lei, e non so manco se queste parolacce sono efficacemente traducibili nella sua lingua. Stanotte ho anche provato ad immaginarmi tutte le possibili reazioni nei suoi confronti da ogni ipotetica distinta tipologia umana che fosse stata al mio posto, fino ad intuire l’estremo e tragico atto di xenofobia che poteva e può sempre capitarle in circostanze come questa , apparentemente ben avallabile per la colpa ed il danno di cui lei non si è fatto per niente carico se non tirando fuori quel sorriso un po' ebete a me e al suo amico che era lì a tradurmi la sua verbale ed intimidita conferma dell’errore madornale appena commesso.
Bene, spero tanto che qualcuno gli traduca un giorno questa lettera, augurandomi sempre che non la getti prima di averla letta, e magari se la conservi come portafortuna. Per me quello che ora le dico suona come una preghiera ed un consiglio: stia più attento, che solo così potrà costruirsi un futuro diverso. Io mi immagino per lei il meglio, sempre che lei sia in grado di conquistarselo. Spero che un giorno con l’onesto lavoro possa avere tanti soldi più di me, per potersi permettere di comperare una macchina ben più bella della mia. Ma se vuole veramente che questo sogno sia possibile mi creda, stia più attento. E soprattutto impari l’italiano, Altrimenti buona fortuna, ne ha bisogno di tanta, mi creda. Ed io mi limito, per quello che posso fare, ad augurargliela, incondizionatamente, nel modo migliore.
 
 
Con simpatia e senza grossi rancori,
 
 
 
Dug


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 10:41 | link | commenti (3)
categorie: relationship, a dugs life
mercoledì, 14 febbraio 2007

St. Valentine Dreams



No comment... 


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 01:12 | link | commenti (5)
categorie: funnies
martedì, 13 febbraio 2007

A Cute Rush



Rimangono ancora poche ore per appianare ogni
incomprensione, dimenticare mesi di normalità,
ritrovare un po' di dialogo consumando un menù
speciale al lume di candela, e per viversi la summa
di quanto di più sublime si possa pescare in ambito
sentimentale, predisponendosi per il meglio al
cospetto della persona amata. E quale miglior
regalo se non quello offerto dal MerchanDugising?
Le magliette quest'anno non ho fatto in tempo
a stamparle, ma i Taci-Orsacchiotti, in serie limitata,
lavorati a mano da un giulivo minorenne cinese
in un seminterrato rurale di Nanchino, ma numerati
ed autografati ad uno ad uno da me Dug-medesimo 
posso fare ancora in tempo a recapitarli con
PostaCelere1, o anche a mano, però solo Roma e
zone limitrofe. Sconti per coppie novelle e poligami!

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 18:23 | link | commenti (1)
categorie: relationship, funnies
lunedì, 12 febbraio 2007

 A Life Within a Cam



         "Le cose più essenziali
       della vita non sono visibili.
              E perciò sfuggono 
    all'obiettivo di una cinepresa..."

     (citato in "HEIMAT 2 Cronaca di una giovinezza", di Edgar Reitz)

E' una riflessione di un personaggio che afferma
anche che stando dietro ad una telecamera non
gli è consentito di "star dietro" alle anime delle
persone che, recitando o meno, vengono riprese.
Interessante, molto interessante. Io continuo a
dire (e non mi invento nulla, visto che il primo
a dirlo fu Stanislavsky...) che sono i pensieri
ad essere la cosa più importante, che a volte
risultano rappresentabili mediante le parole,
altre volte -ahimè!- no, e le più intime e sottili
personalissime intenzioni, ovvero ciò che
anima nel profondo coloro che sono oggetto
di ripresa o più semplicemente di attenzione.
E forse la miglior tecnica da tenere con se è
quella dell'empatia, e la miglior teoria da
poter ostentare è la semplicissima ma profonda
conoscenza della umana natura in ogni sua
non facilmente immaginabile - e perciò più
recondita - sfaccettatura.

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 21:25 | link | commenti
categorie: a dugs life, walk of minds
domenica, 11 febbraio 2007

ComeQuandoFuoriNonPiove



... e ognuno si dimentica del maltempo di ieri come
può, così, nella metropoli linda e un po' intubata
dal dì di festa, a passar un lungo meriggio da
Feltrinelli per spender tra libri e cd musicali un
cospicuo plusvalore di ottimismo e l'improvvisa
voglia di un sano pensiero pre-primaverile...
Come quando fuori non piove, perlappunto.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 20:59 | link | commenti (3)
categorie: pictures, around dug
martedì, 06 febbraio 2007

Behind The Dream



Ieri sera mi sono accorto che in TV c'è ancora il
grande fratello. Non so a che edizione sia arrivato,
non me ne curo, immagino che se continua così
tra qualche decennio avremo un associazione
reduci del Grande Fratello, come quelle che si
oramai estinte piene di arzilli reduci della Grande
Guerra... Ma mi ispira sempre più curiosità l'indotto
di queste produzioni televisive. Questa foto qua
rappresenta lo stato del muro di cinta del complesso
di Cinecittà, laddove tanti Grandi Sogni, compreso
il GF, continuano ad imperare. Il muro stesso è un
enorme e continuato graffito, praticamente un urlo
disegnato da tutte le persone rimaste fuori dall'area
posta sotto i riflettori... Interessantissimo, dal punto
di vista sociologico. Una sorta di muro di Berlino tra
la porta d'ingresso dello Star System e il mondo della
borgata nella quale si ricade appena al di fuori, una
superficie tutta da aerografare per sfogarsi con ogni
proprio sogno visionario e qualunque libera invettiva,
tra idoli e disillusioni, tra mitologia televisiva e vacuita...
Andrebbe fotografato tutto, centimetro per centimetro
come i graffiti dei mausolei più antichi, delle tombe
dei faraoni, degli intonaci scarabocchiati delle prigioni
più dure. Anche perchè qua non si sa chi è dentro e
chi è fuori, in tutti i sensi...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 13:16 | link | commenti (5)
categorie: pictures, relationship