
Frammenti di
memoria
Tra le
tante persone che sono passate
davanti la telecamera per rispondere
alle
domande che Piero faceva loro per
evocare momenti e situazioni del passato
degne di essere raccolte, un signore
ha commosso tutti con quello che
testimoniava. Raccontava della madre
che ha partorito praticamente sotto
il
bombardamento di Roma del 19 luglio
del '43. Ma l'ha fatto dopo
essere stata
ferita molto seriamente dalle scheggie,
e dopo aver
aspettato lunghe ore a terra
prima di essere raccolta e portata al
sicuro
mentre era in preda alle contrazioni.
Le vicissitudini di questa
famiglia sfortunata
non finivano lì, sarebbe lungo il racconto, così
come
lunga è stata la testimonianza che
abbiamo raccolto dalle vive parole
dell'uomo.
Ma il fatto che mi induce a parlarne è un altro:
questa persona con gli occhi lucidi dalla
commozione è
il papà di un mio compagno
di scuola media perso di vista da decenni,
così come mi ha confermato lui dopo che
mi ero esposto a chiedergli al
riguardo.
Quel mio compagno di banco, che una volta
davanti al libro di
storia, mentre studiavamo
la seconda guerra mondiale, disse una cosa
che
non compresi, che in quel frangente mi
sembrava stupida, ma che solo
oggi capisco:
"se devo studiare la seconda guerra mondiale
me la faccio
raccontare da mio nonno e da mio zio."

Riguardo le favole
ed altre cose
infantili...
Qualcuno scriveva giorni fa che le favole sono
in crisi, che
internet, i game boy, i telefonini,
tutta la rivoluzione hi tech che hanno
subito
gli adulti ha provocato parecchi danni anche
nell'immaginario dei
bimbi. Che non leggono
più favole. L'eccezionale documento che vi
mostro
è sotto gli occhi di tutti: non è vero
che i bimbi non leggono favole,
tutt'altro,
anzi, si pensi ad harry potter!
E' solo che anche il
immaginario che esse
propongono non è semplice come quello che
si
riserbava una volta alle favole per i bimbi,
ma le nuove favole proposte
dal mondo adulto,
in odor d'affari e merchandasing sempre e
comunque,
fosse pure sulla pelle e sui neuroni
dei poveri propri bimbi, è talmente
complesso
che assieme ai libri di favole ti devono vendere
anche i libri
che ti fanno da guida alle favole
stesse, ingarbugliate ed insolubili: non
finiscono
mai!!! A che libro di harry potter siamo arrivati?
Ed un manuale
come quello illustrato nella foto,
nel suo intento di mettere ordine, non si
sa...
se serve ai bimbi oppure agli adulti...
Metti un pomeriggio, in
centro...
E ti accorgi che la città palpita con il ritmo del
mondo,
che il sole a novembre sa regalarti un tepore che
è lieve come un
sorriso, che all'ora di pranzo gli
impiegati lasciano gli uffici e si
concedono ricche
colazioni, a base di una pizza buonissima che solo
qui in
centro sanno fare, e che non costa molto,
che i romani sono simpatici, ma i
turisti pure sanno
la loro, che qui a Roma c'è sempre qualcosa di
speciale
nell'aria, fosse anche solo l'aria stessa.
Sui muri trova spazio lo spirito
di Pasquino,
che lasciata la sua figura marmorea informe,
proietta il suo
spirito nelle pieghe dei primi
scampoli di campagna elettorale, ed a farne
le
spese pare sia il Cavaliere con tutto il reame.
Una mano goliarda ha
copiato con solerzia
la frase evidenziata qui sotto su tutti i
manifesti
incrociabili nella zona, e la cosa mi ha
molto
divertito... Più che altro per la
metodicità.

Ma la conquista più grossa l'ho fatta al cospetto
dell'area
archeologica dove giaceva appoggiato sull'erba il mio
beneamato
tappo dell'Olympus. Un volontario che si occupa
giornalmente dei gatti ivi
residenti, dal basso degli scavi,
mi ha gentilmente tirato su il tappo
stesso, preso al volo
dal sottoscritto felice di aver risolto in agilità
quello che
sembrava un danno difficilmente riparabile. Che
fortuna!
Essere lì proprio quando questi ragazzi lavoravano per dare
il
cibo ai felini più fotografati del mondo.Avevo raccontato
dell'accaduto, e mi
hanno aiutato subito. Ma ovviamente
ho dovuto fare un'offerta di denaro per
i gatti... come fanno
tutti i turisti, per sdebitarmi... Cmq il tappo è di
qui me!
La sensazione più forte
che mi rimane di questa giornata
è sicuramente legata all'idea di una città
blindata.
Montecitorio era praticamente accerchiato, ogni persona
guardata
a vista, ovunque guardie in borghesi con
l'auriculare, forse per via degli
echi d'oltralpe, per la paura
di veder accadere una qualche sommossa sociale
anche qui da noi come sta tristemente accadendo in
questi giorni nelle
periferie di Parigi, o forse anche per le
cruente minaccie viste apparire su
internet rivolte al
Belpaese da parte di qualche esaltato di
AlQaeda.
Ho sentito il bisogno di allontanarmi da
li...

Ma il sorriso ieri pomeriggio era come il sole,
un po' d'ovunque,
andava oltre tutto questo, alla
faccia della Digos e dei suoi operatori
impettiti che
mettevano ordine sui marciapiedi.
Tornando verso il
parcheggio, sul Lungotevere,
vicino alla fontana delle Tartarughe in
via di restauro,
ho potuto vedere quanto spirito sanno avere i romani,
anche di fronte alle cose che sembrano essere
irreparabilmente segnate e compromesse.
Con due
euro avevo pagato il parcheggio, con altri
quattro ho mangiato, poi uno per
il caffè, e poi via
in macchina fino a casa. Tempo totale due ore.
Il sole
mi ha accompagnato fedele, tuffandosi nel
tettino aperto della dug-mobile.
Qui, su questo pc reduce
da una rinfrancante reistallazione di tutti i miei
software
mi giunge aria nuova, il virulento ospite è stato debellato,
ed
io mi sento vincente sulla sfiga e tutti i suoi addentellati.
Dug 3 Sfiga 2.
Palla al centro.
Senzafoto
(bastano le immagini del
video)
Se ne sta parlando poco per via dello sciopero dei
giornalisti, ma in queste ore è alla ribalta un reportage sull'uso di armi
chimiche su Falluja, in Iraq, da parte degli americani. Ed il reporter che
firma il tutto lo conosco molto ma molto bene.
In assoluto credo sia il
miglior professionista del servizio pubblico nazionale, ho lavorato con lui
diverse volte ed ha sempre toccato argomenti scottanti. Questa volta si è
superato. Ha lavorato molto attorno a questo documento, e le immagini che mostra
sono sconvolgenti ed epocali. Ho visto il suo ultimo lavoro, nella saletta di
montaggio, prima che andasse in onda, e sono rimasto con gli occhi lucidi e
commossi per un bel pò. Lui era vicino a me, stavamo facendo la traduzione in
arabo della colonna sonora, e non ho potuto fare a meno di abbracciarlo per
dimostrargli tutta la mia stima e la vicinanza, in un momento così importante
per la sua difficile professione di reporter in cerca di verità.
Del suo
lavoro si parla qui, e soprattutto qui.
Ma credo che finito lo sciopero della stampa se ne
parlerà anche molto altrove...
Forse già domani sera.
Operazione
"Dug_Safe"
Salviamo Dug
dalla sfiga!

Report:
#1: formattazione e ripristino di tutti i
software
del dolorante notebook, ahimè,
vittima di un brutale
ospite carico di
codice macchina virulento e letale.
#2: missione "Al tappo! Al Tappo!":
Sopralluogo e recupero del già citato tappo in
plastica
marca Olympus, prezioso e
quantomeno indispensabile
al "blog and
Go" fotografico del sottoscritto.
#3: Altre cose di personale rilevanza,
palesemente fuori
dal controllo che
comunque vanno risolte!
#4: Varie ed
eventuali
(qui ogni momento è buono
per far palesar la
sfiga...)
Executed: 56%
c:\\ _
VIS (very important
shoot)
Questa foto per me resterà
indimenticabile,
unica, come pochissime, ma spero nessun altra più,
ma
soltanto perchè mentre scattavo sono riuscito
(e so di esserci andato vicino
tantissime volte)
a perdere il tappo copriobiettivo della mia
fotocamera.
L'ho visto ruzzolare giù, lì dentro il recito dell'area
archeologica, inviolabile ed esclusivamente, come
è ben risaputo a
livello mondiale, frequentata da
pigri e grassi felini spesso adulati dai
turisti come
gatti di Roma... Che ora hanno un giocattolo in
più!
Merda!

Mi son beccato, con una ingenuità che mi fa
sentire ridicolo, un balordo ma per fortuna innocuo
virus sul mio fido
notebook.Un documento word
mandatomi come allegato in posta elettronica il
cui
contenuto era talmente urgente da vedere che
ho spento il mio
firewall mentale, ovvero l'impulso
alla autoprotezione informatica delle mie
cose, al
quale mi ero affidato da mesi, che suggerirebbe
in questi casi
di non fidarsi a cliccare "apri". Da tempo
non ho un antivirus perchè mi
rallenterebbe parecchio
con la sua curiosità tutte le attività del pc.
Il
firewall informatico, quindi, ovvero la dogana del mio
computer da e verso
la rete, mi segnala i ripetuti tentativi
di questo files, tale wininit.exe,
di accedere al web
e fare cose che delle quali io posso soltanto avere
timore...
Gli ho negato permantemente di agire, chiudendogli
le
frontiere, sempre mediante il firewall.
Lo so, forse sono noioso con
questa menata informatica.
Ma dietro c'è dell'altro. So che il virus c'è,
non fa danni
eloquenti, sonnecchia, ammutolito e imbavagliato dal fido
muro di fuoco che governa le attività di ingresso ed uscita
dati dal mio
pc. Non posso ora riformattare tutto, devo
lavorare e ho bisogno di tutta
l'integrità e saccenza del pc.
Bisogna convivere col worm. Me lo
immagino, lì,
dietro la cancellata informatica, a rintuzzare col naso
tra le sbarre, l'accesso alla rete.
Staremo a vedere quello che
accadrà...
se dovesse capitare che improvvisamente non $5d
òèero
§k.e"w6 ed jç3% Dsar
454/&rrete....
(man&/(slknc7 k;:LOOvps "£
$srr%&s dfs/()=ocd...
Smell and go

Beh, non capita tutti i giorni di comperarsi un
maglione
che ci risulta bello, diciamo che ci piace al punto
tale
che decidiamo di mettercelo subito...
Allora si passa al centro
commerciale più vicino,
scaffali della profumeria, si trova il profumo che
usiamo tutti i giorni, ne prendiamo il flacone messo
davanti... e prrr
prrr... Normalizziamo il nostro
nuovo capo di abbigliamento del quale
già ci gioviamo.
Mai comperare i flaconi messi davanti, sugli
scaffali...
Mai!
Che invenzione, i centri commerciali...
Pret a
porter... smell and go!


Ma una cosa mi impressiona: un cofanetto di libri
ben stampati con carta di altissima qualità ed allegato un cd-rom, un capolavoro
di tipografia costato chissà quanto, del quale sono entrato in possesso un paio
di settimane fa, a Milano, visitando lo Smau. Nel sontuosissimo stand della
presidenza del consiglio dei ministri, a mio avviso il più esoso della
manifestazione, con tanto di aula di montecitorio ricostruita in piccolo con
solo alcune file di banchi per realizzare alcune sedute parlamentari virtuali
con i giovani delle scuole, regalavano senza indugi a tutti, dico a tutti,
quindi tiratura maxi, questa costosa e di discutibile utilità pubblicazione in
superlusso. Non mi esprimo riguardo il contenuto dei tomi, della celebrazione
delle riforme di questo governo fatte nell’anno 2005, delle infinite parole e
scontatissimi grafici che nelle centinaia di pagine uno può sfogliare, tutte le
parole politiche alle quali siamo stati abituati, firmate da ogni ministro
capitolo per capitolo. Sono informazioni comunque sicuramente utili alla società
presunta civile. Però, dico, scusate, ma tutto questa vagonata di informazioni
ben stampate in costosissima quadricromia di qualità, ovvero l’apoteosi del
presunto vostro buon governo, l’avete anche messo in un semplice comunissimo
fottutissimo Cd-rom che peraltro allegate pure, e magari le stesse celebrazioni
delle vostre imprese riempiono anche i server delle pagine web che rispondono
alla vostra istituzione. Ma allora perché un così tanto spreco di carta? Perché
questo infame sperpero di denaro pubblico? Bastava quel cd-rom, bastava vedervi
in televisione dire queste cose. A cosa serviva regalare questo cofanetto di
stronzate ad ogni adolescente in cerca solo di gameboy magari solo per dissipare
una tiratura faraonica dei quali costi l’attuale governo insieme all’istituto
poligrafico dello stato non renderanno mai conto a nessuno?
Riciclare! La carta, si
intende...
Brunch MultimedialFestivo
Stamattina mi sono
recato in un centro commerciale
della mia zona a fare spese. Cibo, perlopiù,
tutto ciò
di primario per l'alimentazione che fa sorridere il
proprio
frigorifero, ma senza venir meno al piacere
di qualche sfizio gastronomico.
Ma forse la libido
la mia libido, oggigiorno, più che alle papille
gustative
si rimanda agli occhi ed alle orecchie. Ed è così che poi
ti
ritrovi nel settore high tech del, fra schermi piatti lcd
e stampanti
strepitose, tra follie della domotica ed
appetitosi multimediali. Credo che
la sensazione vissuto
da molti, una moltitudine della quale in questa
sede
mi sento soltanto un consapevole rappresentante, non
sia molto
diversa di quella che si ha di fronte agli scaffali
delle golosità migliori,
che so, dei migliori vini, o delle
finezze gastronomiche regionali ben
confezionate.
Non c'è niente da fare: quando andiamo a fare spesa
ci
dividiamo tra necessità tradizionali, come comprare i
biscotti ed il latte, e
urgenze legate alla nostra sfera
tecnologica, che so, comperare i cd vergini
perchè ci
sono finiti, od una chiavetta di memoria più
capiente
esattamente come si va a comperare uno scaffale
in più per il
proprio ripostiglio di casa.
Per questa ragione comprarsi un bel
tappetino variopinto
e con un motivo molto cool per il proprio
errabondo
mouse, per molti, non è diverso dall'esperienza che si
può
vivere sistemando nel proprio soggiorno un
prezioso
persiano, che così esposto rappresenta tutta la nostra
voglia di
vivere tra cose belle ed eleganti.
Il mio brunch tecno-gastronomico
stamattina l'ho fatto.
Cibo per il corpo e per la mia volitiva
creatività...
Burp!
Intervallo...
Per meditare sull'abbraccio di prima.
Un abbraccio

all'aeroporto... Tutto qua! Ma non è
poco.

25 ottobre 2005. Camera dei deputati.
Daniela Santanché, deputata di An, "saluta"
a
modo suo gli studenti che contestano davanti
a Montecitorio, insieme a
docenti universitari
e ad alcuni rettori di università, l'imminente
approvazione della riforma dell'Università.
Un rappresentante della
Nazione (Art. 67 Cost.)
che saluta i rappresentati nell'esercizio di un
loro diritto costituzionalmente garantito
(diritto di riunione Art.
17
Cost.)!

Loud Salsa Party

E' incredibile come posso trovarmi a disagio
in
una festa come questa qua di una settimana fa,
in cui si balla e basta. E non
si sono neanche le
sedie per sedersi, nè tantomeno chance per
conversare, visto l'alto volume della musica
e la palese sensazione
di essere un pesce fuor
d'acqua. Non c'è niente da fare: ballare non mi
ha mai divertito, e l'unica cosa che posso fare
è guardare. O
fotografare...
Er viggile
... che ci ha fatto smette
de sona',
a piazza de Spagna, oggi pommeriggio,
anche perchè, dice lui, De
Gregori nun je piace
"l'altro ggiorno ho fatto smette pure
uno che ssonava
Gimmi Endrics, te pare
che mmo ve lascio ssona a vvoi 'sta
lagna?"
El Pelato, ovvero il mio amico, che cantava,
si è allontanato
amareggiato, mentre io
istigavo il suddetto pubblico ufficiale ad
un
amarcord improvvisato:
"ma tu da giovane suonavi?"
"beh, si,
strimpellavo... ma che te
n'teressa de comprà la chitarra mia?"
Gli
dico che la potrebbe vendere con Ebay.
" che? su Internette? noooh... ste
cose
le fa mi' cognato... io nun so bbono...
io sto qui sulle scale tutto
er giorno.
Io fischio... e bbasta!"