Fiesta!

Ieri sera vibravo felice
insieme alla
mia chitarra
un po' di amici
e le mie canzoni di
sempre.
Fuga Periferica

Dove vado non lo so
So che mi muovo per scappare
via dagli strapoteri delle persone che ho attorno.
E da un momento di vita disadorno
Barlume
di fallimento.
Mi alieno
Anche a me stesso
Moto interiore
Normale
Per azzerare
L’Umorale
Mi perdo, mi disperdo
Dimentico e rammento.
Mi
muovo in direzione retta,
lungo una rotta che non è scritta
Ma che si fa mentre ti muovi
Mentre
Ti
Muovi
Fuga periferica
Mi disperdo. Mi diluisco.
e
Mi riunisco con la Traccia
Con la
folla delle anime passate
erette, composte, allineate,
che
forse mi aspetta
e che forse, anche,
mi abbraccia.
E confido
che lo faccia,
senza
questa
stra-maledettissima
fretta.
(Senzafoto)
Rientravo a casa, poco fa, dal lavoro, e
nel deserto metropolitano umido e freddo nel quale mi muovevo una figura umana,
un uomo con gli occhi a mandorla, mi chiede in inglese in quale
direzione camminare per arrivare all'aeroporto. Avevo appena parcheggiato
l'auto, e di fronte la sua richiesta ho pensato fosse da pazzi farsi due
chilometri a piedi per buona parte al buio con questo clima rigido, e mi sono
offerto a dargli un passaggio. Ha rifiutato, avrà pensato chissà cosa, ma io
volevo solo evitare corresse rischi. Egli invece ha voluto farsi spiegare la strada e si è incamminato con la
sua pesante valigia in quella direzione. Per terra è bagnato, non me ne ero
neanche accorto che avesse piovuto, chiuso come sono stato nella mia saletta di
montaggio, e nemmeno ci avevo riflettuto una volta fuori di li ed in macchina
sul raccordo in direzione di casa non ho acceso neanche lo stereo. Certe volte
ti leggi i pensieri che ti passano davanti neanche leggessi un libro o
ascoltassi la radio.
Ecco, quell'uomo, nella fumosa e gelida notte, prima che
infilassi la porta di casa, mi ha distolto da questo tunnel, da questa giornata
piena di kleenex (almeno dieci pacchi sono serviti per il mio naso...) e di
pensieri, di immagini interiori legate al mio lavoro e alle persone che ho
attorno assecondate ad esso. Avevo avuto mentre guidavo anche delle idee valide
per almeno due canzoni. parole che mi capitano sulla bocca quasi per
caso che mi trasmettono musica. Barlumi di creatività che ti fanno sentire
improvvisamente vivo, però purtroppo sfuggenti. Ma non c'è tempo per fermarli, o
forse non c'è metodo ultimamente nel conservarli i miei frammenti. Quasi non li
rispettassi. Sto cercando di curarmi su questo versante. Come in altri che sono
cantieri aperti. Progressi e risultati ancora non ne vedo.
A volte il plugin
dell'autoironia mi salta, eppure un tempo era il mio punto forte.
Devo
trovare una patch. Per risuscitarla. E per far rifunzionare tante altre
cose.
Come devo tornare ad immaginarmi con ottimismo una via d'uscita da
questa solitudine. Turni serali a parte.
Il capostazione chansonnier

Stasera l'ho potuto conoscere meglio,
artisticamente, Gianmaria Testa.
E' venuto ad esibirsi dalle mie parti, e mi
ha conquistato con la sua semplicità e pregnanza artistica.
Oddio, un po' se
l'è ritagliato il suo personaggio, un po' vignetta di se stesso, tipo Maurizio
Nichetti, ma comunque rimane molto interessante ascoltarlo suonare.
La foto,
obviously, by Dug. Per la stampa locale, e per assicurarsi un ricordo
visivo di questa bella serata di musica.
Ci vuole metodo...

(come per il cuore di certe persone...)
Dubbio
Ma se lavo i piatti a mano...
invece che usare la lavatrice
posso vantarmi di aderire
al trattato di Kyoto?
Festa delle donne (2):
Lei
si che è una gran "figa"...

Si è fatta fotografare da "panorama" con la nuova
Playstation portatile, pur di parlare e far parlare del suo nuovo
libro dedicato al ruolo della tecnologia nella nostra società. Il settimanale
titola in prima pagina "ha provato per noi la nuova playstation", il che sa di
ridicolo,ma se sfogli l'articolo ti accorgi che in realtà ella parla
di ben altro e forse qualcuno ha speculato un po' troppo sulla sua
immagine. A corollare il tutto le numerose pagine di pubblicità dedicate
alla Sony, che costruisce la playstation, all'interno del
giornale.
Un premio nobel come lei, di fronte a questo
trattamento, dovrebbe incazzarsi un po. Ma evidentemente c'è bisogno di
pubblicizzare quel libro...
Un dì di festa...

<< "Entrò nella fontana... e dopo essersi immersa
completamente, comincio a sguazzare. Poi si lavò sotto i seni, tra le cosce, e
dentro l'ombelico. Quindi uscì dalla fontana, si sedette nuda sulle ginocchia
del facchino e, indicando la sua fessura, domandò: "signore mio, amore mio, sai
dirmi cos'è questa?"
"il tuo grembo", disse lui.
"buu, vergogna!" replicò
lei, tirandogli uno schiaffo sul collo.
"la tua vulva", disse allora lui, e
l'altra sorella gli diede un pizzicotto, gridando: "questa è una brutta
parola!"
E andarono avanti così, una che lo prendeva a pugni, l'altra che lo
schiffeggiava, l'altra che lo percuoteva... >>
La tortura del facchino
ha termine quando, malgrado l'ebbrezza e la vicinanza a una donna nuda seduta su
di lui, arriva infine a comprendere le regole del gioco: un uomo non può mai
correttamente nominare ciò che una donna ha tra le gambe. Gli schiaffi e i pugni
cessano solo quando l'uomo confessa di non sapere come chiamare l'organo
sessuale femminile, e si rivolge alle donne per un aiuto. (...)
E' assurdo,
da parte di un uomo, pretendere di dare un nome a qualcosa che solo la
donna può controllare: il suo sesso.
Da "Mille
ed una notte", commentato da Fatema
Mernissi.
Il vescovo ed il gameboy

"... mbe... se tu ammazzo tutti 'sti mostri
ultraterreni,
sventri una guardia giurata, spappoli un soldato nemico,
ti
carichi di dinamite e fai saltar in aria l'ufficio postale
nell'ora di punta
e poi ti riempi le giberne di uranio
per passare al livello
successivo...
sai, non è che lassu siano
proprio proprio contenti..."
"Anche per oggi non si vola"

Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la
leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non
vuoi,
hop, hop, hop,
butta via il dolore, la pesantezza,
hop, hop,
hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.
Anche per oggi non si vola,
una folla enorme che
mi tira per le braccia,
che mi frena, una folla che mi schiaccia
con tanti
parenti abbarbicati amori attaccati
e tanti problemi e tante zie sempre
malate,
che risate!
Questo pacco di coscienza
come lo sento, mi
dedico a tutti
con la mia riconoscenza
io li abbraccio e mi
sgomento
c’ho anche un cane come son contento,
no, no, no!
Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la
leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non
vuoi mai.
Prova a sollevarti dal suolo
almeno di due
dita,
non aver paura del volo
leggero come…
Anche per oggi non si vola,
una cassa enorme che
mi porto sulla schiena
che mi schiaccia, un cassa tutta piena di libri,
di
oggetti accatastati, di libri ingialliti, di carta stampata,
c’ho una cassa
sulle spalle,
che palle!
Hop, hop, hop,
butta via il dolore, la
pesantezza,
hop, hop, hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e
volerai.
Cielo cappuccino

shakerato con
ghiaccio...
Stamattina l'ho visto così...
Fioretto

U-MI-DI-TA!

Freddo freddissimo
Bagnato bagnatissimo
inverno
Sanremo lo sto ignorando,
ci manca pure quello...
Qui nella
casa nuova ci ho mezza tv
senz'antenna, che bello,
e tre piccì...
meglio di così...
Di mattina ascolto radioTre
mentre cerco un ordine
alle cose,
poi il
pomeriggio e la sera
al lavoro mi stramazzano,
e va da se che quando
torno
è già tardi e mica ronfo... noh...
Magno!
All'una di notte
mentre due picci
masterizzano laconici dvd
io mi faccio tartine
flambè
speck, crema di noci
Froben, nostalgia,
e quel solito
mio
personalissimo
ed incontrollato
non so che.
In bacheca...

... da noi si mette sempre tutto in termini calcistici!
Da queste parti...
