CommonPlaces
E' difficile non sentirsi
a disagio o non meravigliarsi
di questi tempi. Ecco, è proprio nell'arco tra
queste
due emozioni che si gioca tutto. Uno esce per andare
alla posta e
si trova in un vero e proprio negozio,
con tanto di vetrine, libri sugli
scaffali e sconti sulle
targhette. Ma come, nei supermercati aprite le
farmacie
e nelle tabaccherie fate pagare le bollette, ma anche
all'ufficio
dell'Enel (o quello che una volta era tale)
come a quello dell'Italgas di
zona se ne vedono di
tutti i colori, con operai in tuta esposti in
vetrina
e caldaie in bella mostra sistemate manco
fossero
vestiti in un atelier di moda, che quasi quasi ti chiedi
se ti sei
infilato nel posto sbagliato, e se ti sforzi
ancora di più a pensare ti
viene voglia di chiederti:
"scusate, ma come facevamo prima d'ora?".
Outsourcing, privatizzazioni, e libero mercato.
Il risultato? Che
l'inverno, questo inverno qua,
è caldo a livelli imbarazzanti. Sarà...
Ah, forse è
che nessuno ti fa fare più la fila per
niente!
Amnesty against
Guantanamo
Giovedì scorso, a Roma ed in tutto il
mondo
Amnesty International ha manifestato
così
contro le ingiustizie di Guantanamo.

Overtime Skills
Bisognerebbe fare un associazione per la tutela dei pezzi di
presepe,
luminarie, alberi e addobbi abbandonati a se stessi dopo il
natale...

Family Sketches
Quando una famiglia funziona bene lo
vedi.
Eccome se lo vedi.
Se ci sei dentro magari neanche
stai
a pensare a quale privilegio vivi.
Se casomai ti venisse a
mancare
sai più o meno cosa andare a cercare,
e hai forse pure una buona
idea
di dove poterlo ritrovare.
Se però non si è mai vissuti
con un
po' di questa fortuna
allora è che c'è soltanto
un po' più di strada da
fare.
Human Digital Divide
Sempre John Ford, sempre lui, quel
gran
genio, ho scoperto che un giorno disse:
"C'è vero progresso solo
quando i vantaggi
di una nuova tecnologia diventano per
tutti."
Quando si parla di "digital divide" non so
perchè
io lo intendo sempre a livello umano, ovvero
fra le persone che
parlano lingue diverse.
Discorsi tra persone che stentano a
capirsi,
affrontando argomenti come questo qua
sotto:
Invece, ahime, il digital divide riguarda soprattutto
un fatto di
tecnologia, della serie "io ci ho quello che
tu non ci hai...". E le
cose, qua, si fanno sempre più
gravi. Come per la storia del WiMax, che
potrebbe
essere una nuova ventata di possibilità per tutti,
ma qualcuno ci
sta già mettendo il cappello sopra,
come si legge in questo articolo qua.
Fifteen Years Ago

Il 10 gennaio del 1992, poco più che ventenne,
lasciavo
l'università e cominciavo a lavorare,
entrando così nel
mondo degli adulti.
Non era proprio il lavoro che speravo di fare,
ma
andava bene uguale: sapevo che il denaro
mi avrebbe reso finalmente
indipendente
e affrancato dalle finanze mia famiglia,
così come speravo
bene che col tempo
avrei trovato il modo per incamminarmi
verso le cose
che sognavo veramente di fare.
Quali? Più o meno le stesse che
faccio oggi...
Analisi epistemologica della foto:
L'orologico al polso portato al tempo
allegramente che ho smesso di fare da almeno
un decennio: per
lavoro ho il clock fisso nel
cervello, e se proprio servisse a dirmi l'ora
c'è sempre il cellulare...
La felpa nera: in assoluto uno degli
indumenti
avuti che ho amato di più, ricordo le diverse
stagioni da essa
vissuta, come ne ricordo la fine,
decretata dalla rottura della zip al
collo...
La Pentax P30, e la mia passione già
ben
assestata per la fotografia.
La fotocamera in questione un
paio di
stagioni dopo fece un rovinoso
volo a terra mentre ero in vacanza a
Parigi.
Perì aspramente così, non lontano dagli
Champs Elisee e dalla
Senna, con il
pentaprisma aperto come un mitile...
la location della foto: la casa dei miei
nonni paterni in Abruzzo, lo specchio del
loro vecchio comò, ne ho nel
naso l'odore.
Il capello: un po' più folto, e
forse più
chiaro nel colore. Ricordo le battaglie
col gel ogni
mattina per domarlo...
Il sorriso: da ebete... piu o meno
uguale
a quella che mi uscirebbe ora se facessi
un autoritratto con
intenzioni simili...
Rombo Ways of Life

Si tratta della macchina
del mi' babbo, Rombo
perlappunto, così come la chiamano i miei nipoti
che
vedono in questa vettura un qualcosa di
mitologico, quasi un auto da cartone
animato.
A me, che qualche volta l'ho portata in giro
quando ho avuto la
mia ferma, m'è sempre
venuta in mente il
famoso slogan coniato da
Henry Ford per pubblicizzare la
semplicità
della Ford T, la macchina più innovativa
della storia in
fatto di spartana essenzialità:
"Tutto quello che non c'è non si
rompe".
Almeno i fari, però ...
Poetry Echoes
Poi
ogni tanto le cose belle in Tv
ritornano, basta aspettare.
Come
stamattina, che è stato ritrasmesso,
senza alcun adeguata
pubblicità,
il bel film di montaggio di Bertolucci
"in cerca della
poesia", realizzato
frugando a fondo negli archivi
Rai
per pescare tutti i momenti della
storia della televisione
pubblica
in cui i poeti e la loro poesia fossero
protagonisti e in un
qualche modo
anche spettacolo. Io adoro questo
storico filmato, e mi
permetto in
punta di piedi di proporne un paio
di passaggi (5 min) in cui
è possibile
vedere quale ironia e quale respiro
ci fosse anni fa nella tv
pubblica
anche quando in campo venisse
proposto argomento così
"posturato"
come appunto la poesia stessa.
Interessantissima ed
attualissima
la divagazione di Pasolini sulla
lingua italiana unificata
dai tecnicismi.
E' incredibile poi come anche la parodia
della poesia non
risultasse per niente
volgare, anzi, a suo modo
poesia...
Phone Friends
Ma
vogliamo negare che i cellulari tra di loro
socializzano, a prescindere dei
proprietari?
Vogliamo forse dire che non accade nulla quando
essi, piccoli
o grandi che siano, moderni o
vetusti piccoli capolavori di comunicazione
con
grandi capacità in fatto di onde elettromagnetiche,
vengono messi
vicini gli uni agli altri, quelli
di maschi con quelli delle
femminuccie?
Qualcuno crede ancora che essi sanno stare
zitti e buoni
come noi ci aspettiamo se
lasciati vicini su un tavolo mentre i
rispettivi
proprietari tranquillamente conversano e
socializzano in un
altro angolo della casa,
ignari di quello che può accadere a
questa
comunità di telefonini?
Se è così, allora venite al
cinema
a vedere il mio prossimo film...
(magari.... Però l'idea ce sta tutta...
)
Between the New

Beh, ce l'ho fatta! Sono riuscito finalmente a
mettere mano al template del blog e a far vivere
i codici del nuovo
motore informatico di Splinder,
che tra le altre cose mi permetteranno
finalmente
di avere dei feed rss funzionanti (o quasi...).
Non è facile
adattarsi al cambiamento. Soprattutto
quando esso implica continuità con il
passato.
Come per la grafica di questo spazio di
personale
blogosfera che, con un nuovo template di
quelli
predefiniti proposti dal "Magnifico Gestore Splinder",
sarebbe
stata facilmente polverizzata...
Invece con un pomeriggio di lavoro di ieri,
un paio
d'ore stamattina, soverchiando l'astrusità dei codici,
smazzando i
parametri come un agente di borsa, ed
infine dopo "aveje dato de
photoshoppe" sul
multilayer grafico originale della testata, beh, mi
pare
che ora vada meglio. Ma soprattutto non
avrò più motivo di rimandare
l'inserimento di
tutti i link (beh, mi scuso con tutti per il
passato...)
e tutte le altre cose belle che uno spazio web così
importante per chi lo gestisce non può non proporre.
Nuovo anno...
nouvelle graphiques!



Bye Bye Santa Claus

E' bello come si dice sempre "ne parliamo dopo le
feste".
Lo si dice a tutti, e tutti te lo dicono. Non so perchè ma
ogni
anno il sette gennaio a me spaventa non poco...
Un punto di accumulazione
della umana volitività in cui
tutti ti cercano e tu devi cercare tutti!
Mio nipote ieri
m'ha detto con voce buffamente arguta, da Sherlocks
Holmes
che risolve il caso: "babbo natale eri tu!".
Ho provato a difendermi, ma a
quattro anni mi ha
già smascherato. Figuriamoci cosa accadrà più in là
...
Let the Music Save
Us
Sono convinto che la musica è salvifica come
poche altre cose al
mondo. E più uno la fa sua
e ne sta vicino e più ha probabilità di
salvarsi.
Non so da cosa, però... ma comunque
salvo.
A Blog
Spot
Sono tre anni che bazzico qua, non senza essermi concesso
qualche
pausa dal mondo dei blog. In realtà sono quattro
che leggo quegli altrui e
poco più di tre che scrivo di mio.
Gli scenari sono cambiati molto,
all'inizio era una cosa di
pochi scemi in balia di se stessi, poi una moda
collettiva, abbiamo visto conclamare blogstar e nascere blog di
persone
famose o di personaggi determinanti per la società.
Ancora oggi, dopo un così
tanto congruo tempo passato,
mi accorgo che il mondo che ho attorno sa molto
poco e
nutre molto sospetto per il mezzo blog. E passo sfiziosi
momenti a
descriverne le funzionalità e le possibilità anche
a
indubbi professionisti del mondo della comunicazione.
Tradizionale, si
intende, perchè la comunicazione che è nata
negli ultimi anni è legata a
doppio filo con questi strumenti
offerti dalla rete, che appaiono al cospetto
del "vecchio e
ben consolidato" come una minaccia difficile da
gestire.
E fu così
che da semplice spazio privato, e anche un po'
anonimo, ora mi
piace ogni tanto proporlo, alle persone
giuste, ovviamente. Anzi, lo stesso
blog, nutrito com'è
della passione per la fotografia (che un tempo
era il mio
mestiere principale, ed anche se non lo è più lo rimane
dentro) diventa esso stesso vetrina e catalogo.
Tant'è vero
che spesso mi trovo a frugare nel suo archivio
per cercare quella o
quell'altra foto o filmato messo in tal
giorno per farlo vedere. Lo
stesso fotomontaggio del
"Girasole Girato", realizzato nell'estate del
2003, quando
ancora non bloggavo, manipolando due foto scattate al
Circeo e subito diventato l'icona del mio nascente weblog,
per esempio,
ha trovato una sua nuova dignità una volta
che stampato su
carta l'ho presentato nel mio spazio
casalingo come un'opera
visiva a se stante. E questo, sinceramente, mi fa essere un po' più contento del
lavoro fatto fin qua.

Ciao 2006!
E'stato un anno
unico. Non me ne dimenticherò.
Au revoir, monseur 2006...
Tante piccole cose assestate, qualche passo in avanti
per cose
importanti. E parecchi buoni motivi per
accogliere il nuovo anno con
l'ottimismo giusto.
Come salutare il 2007? Con la
cosa più divertente
conosciuta nell'anno che sta finendo: con tanti
abbracci gratis. Free Hugs... Così:
O in
salsa nostrana come fatto in uno degli
ultimi video inseriti qui... Da divulgarsi,
come
filosofia di vita, no?