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lunedì, 04 dicembre 2006

Il parco dentro

E' quello che si costruisce in un posto dove nessuno
lo farebbe, laddove la periferia si trasforma in
suburbanità, nel posto in cui i politici promettono,
prendono voti e una volta eletti poi non si fanno
più vedere. C'è sempre molto coraggio a saper
costruire un parco giochi laddove gli altri farebbero
solo depositi o al peggio una discarica. Ma se lo
si fa in ogni caso è perchè c'è bisogno di far giocare
i bambini e di far incontrare i vecchi. E di sentirsi
adulti rispetto ad un sistema che dimostra di non
esserlo.

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 06:46 | link | commenti
categorie: pictures, around dug
domenica, 03 dicembre 2006

Another Morning



Ieri mattina ci ho riprovato.
a rifare 'sta cosa...
E mi pare che sia
andata un po' meglio...
Il risultato? Il cielo sopra i Castelli Romani


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 06:19 | link | commenti
categorie: video by dug
sabato, 02 dicembre 2006

    Appunti di viaggio

“Voi sapete il motto che il barone De Coubertin ha riattivato per le moderne Olimpiadi, prendendolo dall'antichità: il motto del citius, più veloce, altius, più alto, fortius, più forte, più possente. Citius altius e fortius era un motto giocoso di per sé, era un motto appunto per le Olimpiadi che erano certo competitive, ma erano in qualche modo un gioco. Oggi queste tre parole potrebbero essere assunte bene come quinta essenza della nostra civiltà e della competizione della nostra civiltà: sforzatevi di essere più veloci, di arrivare più in alto e di essere più forti. Questo è un po' il messaggio cardine che oggi ci viene dato. Io vi propongo il contrario, io vi propongo il lentius, profundius e soavius, cioè di capovolgere ognuno di questi termini, più lenti invece che più veloci, più in profondità, invece che più in alto e più dolcemente o più soavemente invece che più forte, con più energia, con più muscoli, insomma più roboanti. Con questo motto non si vince nessuna battaglia frontale, però forse si ha il fiato più lungo”

1994, Alex Langer.  

(vorrei ricordare questa giornata così intensa con le sue parole. Nella vita c'è sempre modo di andare più in profondità, ancora meglio facendosi aiutare dal pensiero di chi ci ha preceduto e l'ha fatto nel modo migliore.)


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categorie: citations, around dug
venerdì, 01 dicembre 2006

Il ventesimo chilo


Non è un problema, dopo che ne hai persi diciannove
di chili, in meno di cinque mesi, se non risolvi con
la cifra esatta di venti. Non c'è un impegno gravoso
da parte mia: c'è solo curiosità, di sapere come va
e come funziona il mio metabolismo. Un tempo mi
dicevano: "ma come sei ingrassato... è un peccato!"
Ora arrivano solo commenti positivi, e la sicurezza
che deriva dalla ritrovata forma fisica fa il resto.
Come hai fatto? A volte rispondo scherzando: "Mi
sono fatto un po' di c_xxi miei, tuttoqua!"
Altre volte rispondo scientificamente, parlando di
carboidrati estinti e verdure glorificate. Ma quello
che rimane è un età nuova in cui mi sono ripreso
me stesso, e il modo migliore di stare al mondo
che ho conosciuto anni addietro e poi ho smarrito
per via di tante cose che ti sbarrano la via e ti
bruciano le idee. C'è un tempo per tutto: per sognare
per soffrire, per cadere, per meditare, per capire
e per rimettersi in piedi. E c'è sempre tempo
per riviversi quello che ci smarriamo per strada.


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categorie: a dugs life

Le urne misteriose

     

Se ne è parlato la settimana scorsa
parecchio in tv e sulla stampa. Mi
riferisco ai dubbi sull'andamento del
voto elettronico nell'ultima tornata
elettorale. Ho contribuito personalmente
montando questo bel servizio per il canale
per il quale lavoro, di cui una buona scheda
è stata fatta su queste pagine.
Interessantissime le testimonianze 
raccolte dai miei colleghi giornalisti.
Di molto mio c'è la scelta di un Gaber
"elettorale" per la colonna musicale...


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 Just a Morning



Stamattina mi sono svegliato presto
per realizzare 'sta cosa...
Un ora e mezza di ripresa velocizzate
poi diecimila volte rispetto al reale.
Il risultato? Una bella sinusite...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 00:27 | link | commenti (2)
categorie: video by dug
mercoledì, 29 novembre 2006

   Promenade with Mic

Oggi è un giorno speciale, per me e per le persone
che insieme a me hanno creduto in un progetto
nato un anno fa, cresciuto con difficoltà ma poi
svezzato nel modo migliore, al punto tale ora
sembra sia pronta a fare i suoi passi migliori.
Un anno fa nasceva questo sito. E noi erravamo
con il microfono e la telecamera per raccontare
un film festival che c'era nato sotto i piedi e che
volevamo vivere e far vivere con un videoblog.
Oggi comincia la nuova edizione, e noi saremo
di nuovo lì, ad intervistare e a documentare,
ma anche a parlare di noi e della nostra idea.
Il Castelli Film Fest durerà parecchio, ed io so
che mi assorbirà molto. Nel sito di cui sopra, che
curo personalmente io, beh, avrò modo di essere
ben presente. Se fossi un po' latitate da queste
parti, beh... pazientate. Diciamo che il blog and
go m'è diventato per certi versi anche cittadino,
tutto qua. Ma partirà sempre da queste pagine
la mia personale esperienza con i nuovi media.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 09:07 | link | commenti (2)
categorie: a dugs life, pure dug minds

           Like this!

Io una macchina così la chiamerei Martina...

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 01:12 | link | commenti (2)
categorie: pictures, funnies
martedì, 28 novembre 2006

Suddenly the Sea

     Ostia, 25/11/2006
Questo post doveva chiamarsi "Sulle orme di Paola".
perchè è un altra testimonianza, dopo quella di
Pontecorvo dello scorso 11 novembre, del lavoro
che sto facendo e farò insieme a persone ben più
motivate di me per creare un documentario su
una persona speciale, che è andata via per colpa
di un incidente aereo, ma che in realtà continua a
vivere nei cuori dentro i cuori di molte persone.
Certo non è che sia facile parlarne, anche perchè
si tratta di un qualcosa che tocca parecchia gente.
Il blog, si sa, è una cosa anche un po' intimista.
E qui lo posso fare. Improvvisamente il mare ad
Ostia, il mare di cose che ci sono da raccontare
sul reparto d'ospedale di psicopatologia che porta
il nome di Paola e ed il mare di cose che sono riposte
nei cuori delle persone che l'hanno conosciuta:
a Pontecorvo come a Ciampino, come ad Ostia o
a Roma, o a Pristina, nel luogo dove ora un ospedale
intero porta si chiama come lei, vicino al posto
dove nel 1999 ha finito di aiutare gli altri.
Spero che "il filo di Paola" si dipani a tutti nel modo
che abbiamo immaginato, per raccontare quanto
può fare il ricordo di una persona cara.
Da ora semplicemente sono al lavoro, e non da solo,
per far si che questo avvenga nel modo migliore.
Il pontile di Ostia che ho fotografato ieri
un tempo era uno spettacolo che appariva
così.
Lo stabilimento Roma era l'orgoglio della borghesia
del tempo, ma poi vennero i tedeschi e la guerra
a cambiare le cose e a demolirlo. Nonostante
sia "tronco", oggi esso è il posto più nobile del
litorale, e quello dove si fanno i migliori sospiri.
Anche se a farli c'è chi non conosce la sua storia.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 02:38 | link | commenti (3)
categorie: a dugs life, pure dug minds
domenica, 26 novembre 2006

      Small Happiness

Chi non è mai entrato in un palazzo tutto di nuova
costruzione, pieno di appartamenti semivuoti appena
consegnati, seminato di pacchi e colli incerottati
per il trasloco, con quell'odore caratteristico del nuovo,
di vernice fresca mista a plastica, chi non ha mai
cambiato quartiere per andare incontro al proprio
destino, con un sogno d'amore puro e semplice,
senza fronzoli e colpi di testa, chi non ha mai
provato, ecco, provare anche a costo di sbagliare:
chi non ha mai provato, perchè provare è il modo
per verificare, specie quando ci sono cose belle
da verificare: sono molto molto vicino alle coppie di
amici che fanno scelte di questo tipo, e per quanto
possa navigare a vista per me, (tanto c'è un tempo
per tutte le cose) mi fortifico nel constatare l'amore
altrui...  Tutto qua.

In bocca al lupo, con tutto il cuore, e presto una bella
targhetta sul citofono con i vostri nomi...



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 23:47 | link | commenti (2)
categorie: my friends, relationship
giovedì, 23 novembre 2006

    Non so se si legge...


Ma nel caso cliccateci sopra...

Interessante, no? Ma non è l'unica cosa di questo
tipo  che ho letto stamattina davanti quello che era
la mia scuola superiore...
In questi giorni in cui si usa e si abusa di quello
che combinano gli adolescenti segnali di questo tipo
sono molto molto forti. Ho assistito in TV ad una
parodia della "professoressa a luci rosse" di un
cattivo gusto che avrebbe giustificato una denuncia
agli autori di "quelli del calcio" domenica scorsa.
La stessa mano ha scritto anche quest'altro volantino:

Vittime del Cellulare

interessante veramente...    E molto attuale.
Ancor meglio se messo davanti una scuola.

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 13:12 | link | commenti (4)
categorie: around dug
giovedì, 16 novembre 2006

Discorsi da focolare


Ieri sera a casa dei miei ho partecipato ad una delle
discussioni più dotta mai fatta nella mia famiglia:
se la parola "posto" si pronunci con la ò aperta
oppure con la ó chiusa...  Io da tempo continuo
a pronunciare "pósto", inteso come sostantivo
(luogo) con la ó chiusa. Questo a molti risulta
un po' buffo, ed anche io che l'ho scoperto anni
addietro in un corso di dizione non l'ho mai trovato
naturale. Ancor meno da ostentarsi in una famiglia
dove per decenni ci si è espressi, e spesso lo si
continua a fare, in dialetto meridionale. Ma una volta
lanciata la battuta oramai la frittata era fatta, e ne
è nato un bel dibattito, a cui ha partecipato con
passione anche la mia nipote undicenne, forte
di essere una scolaretta modello. La mia tesi dunque
era che solo il participio passato del verbo "porgere"
andasse pronunciato con la ò aperta: "pòsto".
Ero stato prestissimissimo messo alla gogna. Ma
la consultazione del vocabolario mi ha salvato dal
linciaggio e rimesso in corso...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:08 | link | commenti (6)
categorie: pictures, my family
martedì, 14 novembre 2006

Caffelatte, biscotti e Minoli

Devo dire che oramai dopo tanti anni di scompiglio nei miei orari,
con alzatacce all'alba in contrappunto a turni notturni che insieme
ad altre forme di scombussolamento degli orari personali hanno
contribuito per parecchi anni ad un certo qual mio dissesto,
ultimamente, e direi finalmente, mi pare di aver trovato modo di
uniformare in modo sano il mio rapporto con il sonno e la veglia.
Finisco spesso tardi di lavorare, e questo mi piace molto. Soltanto
all'una e mezza o al massimo alle due quasi sempre mi abbbandono
alle braccia di Morfeo. E quasi ogni mattina ho un appuntamento
fisso nel momento della colazione: ore 8,10, Raitre, La storia siamo
noi. Non c'è modo migliore di passare la prima ora della giornata,
ed anche se sono preso da altri problemi pratici materiali o immateriali
(è più importante scaricare la posta davanti al pc oppure scaricare 
la lavatrice in bagno?),
il sottofondo delle storie e delle inchieste
proposte dal programma di Minoli sa essere sempre stimolante e
lo trovo piacevole oramai allo stessa stregua dell'odore del caffè
appena uscito nella moka e del pane fresco con la marmellata.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:51 | link | commenti
categorie: a dugs life
domenica, 12 novembre 2006

Alive!

Era solo un taglietto... e due miseri punti...
Ma i giorni che sono stato offline mi sono
serviti molto. Ho sistemato parecchie cose,
ho concepito finalmente un sistema per
tenere in ordine il mio archivio audiovisivo
accumulatosi in casa, ho oziato, ho giocato
con i miei nipoti, ho scaricato dal dvd-hd
recorder di casa tantissimi programmi che
mi ero registrato dalla tv senza aver mai
trovato un po' di tempo per poterli vedere,
ed ora sono pronto a tornare alla carica.
Del resto già ieri ufficialmente ho fatto
ritorno nel circo delle cose che faccio, e
ci sono tornato da un versante molto bello
e puro. Mi sono ritrovato di fronte ad un
coro di bambini di  scuola elementare di
un paesino del basso lazio, nel giorno in
cui essi cantando celebravano la loro festa
dell'autunno. Rincomincio perciò da alcune
cose prese dal loro giornalino di scuola e
dal entusiasmo ricco di cose semplici che
li anima. (c'è n'è bisogno in giro...)

 

      Racconto: il peperone ed il pomodoro

C'erano una volta un peperone ed un pomodoro
che stavano sul tavolo in un piatto e si sono
messi a parlare:
"vogliamo andare a fare un giretto nel bosco?"
  disse il peperone.
Il pomodoro disse di si e sono andati nel bosco
dove hanno visto un serpente mezzo addormentato,
si sono messi paura e sono scappati sotto gli
alberi con le foglie gialle.
Poi non trovavano più la strada di casa, hanno
chiesto ad un papà e sono tornati.
La mamma li ha cucinati e se li sono mangiati...



Dug ha scribacchiato ciò alle ore 17:23 | link | commenti (2)
categorie: a dugs life
giovedì, 02 novembre 2006

           A little cut


Su questo lettino, oggi pomeriggio, nello studio medico
di mio fratello medico, mi è stata asportata una ciste
dal capo. Qualche giorno fa ero stato là per asportare
un virulento worms dal suo computer e da quello della
sua segretaria...  Come dire, ognuno fa quello che sa fare.
L'importante è che la salute di tutti noi stia al meglio!
Ora giaccio con due punti in testa, e non so come sarà
la notte che verrà. Un po' intontito lo sono, ma forse è
il consueto annebbiamento che da un po' di tempo
mi assale dopo una certa ora. Ha cominciato a fare freddo
a tradimento, che improvvisamente mi accorgo che in
questa casa mi sento protetto e al caldo ed in questa
dimora, messa a posto per bene, sono circondato da tante
cose interessanti e belle. Ci starò chiuso dentro un po' di
più nei prossimi giorni di riposo dal lavoro per motivi di
salute. Insomma, finalmente, grazie ai due punti, ho un
po'di tempo per me... e godo dei miei spazi casalinghi.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 20:31 | link | commenti (7)
categorie: a dugs life

Un po' del nostro tempo migliore

A volte ripenso ad alcuni compagni d'arme conosciuti
in camerata sotto il servizio militare, a come nei
pomeriggi di quelle interminabili giornate di naja
si lasciassero commuovere fino alle lacrime ascoltando
con il walkman le canzoni di Nino D'angelo. E a me
pareva così buffo, così alieno. Come ora quando
mi capita di sapere dell'esistenza di qualche fans
di Gigi D'alessio, ma magari il pensiero che mi parte
non è diverso da quello che un metallaro ha per me se
pensa a come io abbia apprezzato anni addietro alcuni
artisti a lui alieni, come Baglioni e De Gregori. Oppure,
mio malgrado, i Pooh. Mio malgrado perchè li ho trovati
dentro casa quando sono venuto al mondo, e me li ha
sempre fatti ascoltare mio fratello più grande. Un
"imprinting", insomma, e come tale capace di smuovere
qualcosa di ancestrale. Ora che grazie ad internet ho
recuperato questa fetta di personalissima memoria
che certamente non è apprezzabile dai più, in primo
luogo curo me stesso. Ripercorrendo i pomeriggi dei
miei dodici anni sulle note di poche canzoni che ho
quasi imbarazzo a condividere con le persone che
mi circondano ora. Provo a chiedere ad un collega
giornalista musicale cosa pensa dei Pooh degli anni
settanta, e mi risponde "insignificanti". Eppure
ascoltando queste ottime registrazioni musicali
a suo tempo realizzate con maestrali arrangiamenti
d'orchestra (fu etichettato "rock sinfonico " e non
è diverso dal progressive che nasceva in europa), 
le trovo ancora più piacevole ed intense di quanto le provassi un tempo nella 127 del mio fratellone, 
Inoltre ascoltando i testi ne apprezzo e ne colgo
una maturità che allora da adolescente potevo solo
intuire o presumere, acerbo com'ero di vita e di
fatti sentimentali. Faccio mestamente pace con la mia
memoria di nascosto, perchè sennò mi coglionano.
Sulle note di alcune canzoni mi sembra di vedersi
chiudere un cerchio che parte da molto lontano,
ma che alla fine mi riconduce fino al presente,
maggiormente consapevole di quella che è la mia
storia personale e quella della mia famiglia.
E tutto questo accade semplicemente con le note
di alcune "insignificanti" canzoni. Perlomeno ai più...
Un po' come le piccole "madeleine" di Proust.

Ma perchè a casa mia non si ascoltava Billy Holiday?
O Mahler? O Debussy? Non le ho scelte io queste cose.
Non è dipeso da me, che chiaramente ora ascolto
di tutto recuperando con interesse ogni cosa, e che
cresco, o perlomeno provo a farlo, con ogni incontro artistico-musicale che mi capita a tiro ogni giorno. Speranzoso poi che questo percorso di crescita,
chiaramente, non si arresti mai. La lirica, il jazz,
il barocco, la world music, l'oriente: una vita intera
per conoscere la storia della musica non basta. 
Ma, ahimè, purtroppo non prescinderò mai da questo
"imprinting", e troverò sempre modo di dire che
"Un po' del nostro tempo migliore", come tutti gli altri
dischi fatti negli anni dal '71 al '74 ( Opera Prima,
Alessandra, Parsifal ) da questo gruppo al giorno d'oggi
così frainteso e kitch agli occhi dei più che sono i Pooh,
a mio avviso sono tra i dischi più belli che posseggo...


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 08:47 | link | commenti (2)
categorie: around dug
martedì, 31 ottobre 2006

About Us



No, è una domanda banale... forse retorica.
Ma i nuovi media hanno unito o diviso di più le persone?
Non è facile come risposta. Se si pensa, banalmente,
ad esempio, al fenomeno della nascita delle chat quanti
a quanti divorzi hanno generato... E quanto solitudine
indotta hanno generato nei figli ... O ad esempio a come
ci si relazione in modo diverso con gli amici, ultimamente.
Non credo che la risposta sia facile da fare. é chiaro che
poi dappertutto questa società sta vendendo ed imponendo
un certo modello diciamo "necessariamente comunicante"
di vita, e noi non possiamo starne fuori.
Ma tutta questa comunicazione ha fatto si che si viva
veramente più uniti, o era meglio la piazzetta sotto casa?

Perdonatemi questo momento di smarrimento!


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 12:23 | link | commenti (2)
categorie: pictures, relationship, walk of minds
sabato, 28 ottobre 2006

    S. U. V.
(Scaricatori 
     Unitevi
         Virtuosi!)

  

Certo che Internet e tutto ciò che vive
con esso è qualcosa di veramente
imprevedibile. E solo in ottica di medio
o lungo periodo che si possono cogliere
il senso di tante meraviglie che esso
ci ha fatto conoscere, e comprendere
la parabola della vita di ogni progetto
e di qualunque idea che si sia affermata
a livello planetario con la Rete.
Qualcuno in queste ore vuole farci
credere un'altra favola, quella di due
ragazzotti molto intraprendenti che
si inventano "yourtube.com" e poi
diventano miliardari vendendolo a
Google. Io che ho sempre avuto il
beneficio del dubbio su notizie di
questo tipo, chiaramente non ci credo.
Perchè è proprio con i meccanismi stessi
con cui si divulga ogni cosa nata su
o attorno ad Internet, questa sorta di
Klondike globale dove fare la propria
personalissima corsa all'oro apparentemente
solo facendo riferimento alla tua creatività
ed alla tua intraprendente, che si scopre
l'efficacia di favolette simili al fine
di decretare il successo di un progetto.
Voglio dire che una storia simile può
essere frutto di un abile strategia di immagine
volta ad affermare l'idea stessa rispetto
a tante altre simili. Ma magari dietro
sonnecchiavano fin dal principio interessi
già grandi e capitali già pronti. Tutto qua.
Personalmente credo che in internet 
poche cose veramente grandi nascono,
crescono ed hanno successo solo per caso
o per bravura. C'è chi investe, chi scommette
e chi lavorando trionfa, ma c'è anche chi fallisce.
E di fallimenti la Rete ne ha visti tanti, infiniti,
clamorosi e crudeli, progetti vincenti
quanto YourTube ma soltanto perchè
avevano scelto un posto sbagliato
dove cercare l'oro online e nessuno
ha pagato il conto finale della corsa.
Una cosa curiosa che mi è capitata
stamattina è stato scoprire che uno
dei software più carini nati sul web
per creare modelli umani in 3d
da animare a proprio piacimento,
3dMeNow, che ebbi modo di usare
con grande divertimento qualche
anno fa, beh, non solo è fallito, ma
lo ha fatto silenziosamente, tant'è
vero che non se ne parla da nessuna
parte, e neanche hanno lasciato in Rete
disponibile il proprio PlugIn, ovvero
il codice da far scaricare per vedere
i lavori fatti con il software stesso.
Il risultato finale per me è che con
difficoltà potro far parlare e muovere
i pupazzoni in 3d fatti in passato, e
questo sinceramente è proprio triste
ma non per i miei pupazzi, ma per tutti
i pupazzi del mondo orfani del progetto!
E fu così che cercando un sito da dove
scaricare l'oramai disperso plugin di
3dMeNow che mi sono imbattuto in un sito
veramente interessante: http://www.zoozle.net/,
Prendete nota! E' il posto più "google-like"
dove poter scaricare ogni zozzeria di software
possibile, facendo riferimento ad altre
"zozzerie" come Emule, Bittorrent e
compagnia bella. E grazie ad esso forse
potrò risolvere la questione dei pupazzi...
Perchè ho scritto tutto questo? Beh, forse
questo sconosciuto e simpatico sito può
essere utile a qualcuno che passa qui,
e forse perchè ci sarà sempre un posto
oltre che google dove qualsiasi andata
persa sulla Rete si può rintracciare e
riportare al suo posto originale.
Sempre che questi "zozzoni"di Zoozle
a loro volta non falliscano pure loro...

Dug ha scribacchiato ciò alle ore 11:07 | link | commenti
categorie: tecnology

    Stardust in a Wedding


ieri Cristian ed Alessia si sono sposati, e per me è stato un gran piacere essere presente e poter documentare l'evento con la mia videocamera. Perchè nel farlo mi sentivo di svolgere un importante esercizio di cronaca, ovvero raccontare tutta la felicità e l'amore di questa giovane coppia, per la quale sono pronto a testimoniare in ogni momento che la loro unione non è certo comune. Così come molto piacevole ed emozionante è stata tutta la loro festa. Tra le altre cose u
n piccolo accadimento, che a suo modo sa di magico, ha accompagnato la cerimonia. La famiglia di Cristian ha sempre amato molto il cinema. Il nonno ebbe modo di fondarne uno nel paese dove viviamo. Anche se adesso non esiste più quella sala, essa continua a vivere nella memoria di tutti. Il suo papà, i fratelli, e Cristian stesso sono perciò cresciuti a pane e "polvere di stelle". E ieri in chiesa, per una simpatica coincidenza (o forse per un regalo fatto di nascosto da qualcuno) ad intonar l'ave Maria e le altre arie sacre non c'era una cantante qualsiasi, ma una soprano straordinariamente brava. Trattavasi infatti di Edda Dell'Orso. Questo nome può dire poco o nulla, ma la sua voce in un modo o nell'altro la conosciamo tutti. E' sua la voce del mitico "scion scion", come quella di tanti altri vocalizzi celebri ascoltati al cinema nelle musiche del grande Ennio Moricone. Io ho saputo della cosa solo dopo, e mi sono venuti i brividi nel pensare al valore di questo regalo (del caso o non) che una coppia così carina ha avuto nel loro giorno più bello. E alla modestia di un'artista straordinaria, che trova modo di esibirsi in maniera così semplice e colta anche in età non più verde, all'insaputa di chi continua ad apprezzare la sua voce da giovane come una delle più deliziose (e sexy) che abbiamo mai avuto.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 01:20 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 25 ottobre 2006

Dug ai tempi della New Economy



Ovvero quando i blog non li immaginavamo nemmeno.
Frugando in casa come faccio spesso ultimamente per
dare maggior dignità alle mie cose, guarda guarda cosa 
ti ho ritrovato... Una rivista con una lettera scritta da
me pubblicata in terza pagina, era il lontano 1998 e la
pubblicazione si chiamava Computer Valley, un
inserto settimanale sulle novità tecnologiche che un
tempo usciva ogni sabato assieme alla Repubblica.
La missiva fu pubblicata solo dopo un paio di mesi,
quando oramai mi ero quasi dimenticato di averla
spedita. A leggerla oggi sento che continuo a pensare
le stesse cose, e visto che sta per uscire Windows Vista
queste righe le sento molto attuali... inoltre è palese
che già ci fosse un po' lo spirito di questo blog, e la
voglia di sfogarmi per lo strano rapporto che ho con la
tecnologia... Per allargare la pagina cliccare qui.


Dug ha scribacchiato ciò alle ore 12:28 | link | commenti
categorie: a dugs life, dug writer