Marcia della Pace 2010
- on 05.21.10
- Senza categoria
- No Comments
- Digg
- Del.icio.us
Per ricordarmi di questo giorno speciale…
… in cui operavo con questi mezzi tecnici qua…

Per ricordarmi di questo giorno speciale…
… in cui operavo con questi mezzi tecnici qua…


Oggigiorno è un gran lusso sentirsi considerato per ciò che uno effettivamente è…

L’Aquila, 5 aprile 2010
La coda dell’occhio, sempre quella, perchè l’attenzione deve stare altrove. Non posso permettermi di guardare troppo quello sfascio totale, tutto il disastro epocale nel centro storico dove siamo in giro come dei zombi. Si parla di lavoro, di dirette e di interviste, per me e il mio pensiero non c’è spazio. Non mi sono portato neanche la Nikon apposta, non volevo raccogliere motivi di distrazione, il lavoro che mi era stato affidato era delicato, un apparato satellitare per fare collegamenti audiovideo. Non faccio riprese, non mi è consentito contrattualmente, meglio non vederle allora le cose, meglio stare a testa bassa visto che non posso commuovermi quasi per nulla, a tratti non c’è tempo, perchè io non gestisco il mio tempo, sono subordinato a ciò che organizza colui che è il Cronista, e non c’è speranza per me di fermarmi a meditare l’olocausto urbano che mi circonda con la bussola della mia sensibilità. Per motivi contrattuali questa azienda non mi da la possibilità di guardare, e raccogliere. Per motivi di linea editoriale non ho modo di conoscere o rappresentare la realtà in un modo più efficace di come fanno le persone attorno a me. Quello che è lo stato delle cose lo vado a conoscere nell’ora d’aria che mi è concessa al mattino, dove solo per alcune ore mi permetto di parlare con la gente del posto con la curiosità di sapere com’è andata veramente, come sta andando e come pensano che si stia raprpesentando ciò che è l’Aquila oggi. Ma sono testimonianze esclusivamente ad uso personale. Quanto basta per farmi un’idea tutta mia, fuori asse rispetto a quella che si vuole divulgare, di come stanno veramente le cose là… Decido di lasciar scorrere… meglio non pensarci. Si è deciso di rappresentare il bicchiere mezzo vuoto e niente può far cambiare linea a chi è nelle condizioni di farlo.
Io in tutto questo gioco della rappresentazione della realtà sono solo di contorno, e mi posso solo dedicare ai miei cavi e ai collegamenti satellitari. Ma di fronte ad una scena come questa mi decido di ritornare in me e mi piego a fare una foto con il cellulare, l’unica cosa che ho oltre gli occhi, perchè mi sembra impossibile non farlo: annunci di vendia ed affitti risalenti a prima del sisma, in un’agenzia immobiliare abbandonata per via dello sfascio subito un’anno fa.
Un groppo alla gola, che si trasforma in una tacita preghiera. E nessuna parola se non quelle sottese da quella stessa preghiera. Nessun altra possibilità se non quella.
ER TEPPISTA POLITICO
Di Ettore Petrolini
SI pe’ ‘n anno ’sta pacchia durasse
marcerebbe in carrozza e cavalli…
sto magnanno co’ quattro ganasse
li quatrini nun so ‘ndo buttalli!!
Co questo qui
ve vojo dì
‘n’elezione pe’ me è ‘na cuccagna
in un mese m’ha fatto arricchì!
Er bovo, ’sta “capezza”, ’sti “passanti”
’sta farfa coi brillanti,
’ste scarpe co’ lo scrocchio,
me so’ costate un occhio!!
Che me dichi? Ho sfasciato? Nun sia mai!
tutta ’sta robba qui si ‘nce lo sai
me la soì guadagnata all’elezione
co’ quer barone…
C’ambiva d’esse fatto deputato
e che pe’ mezzo mio è arisurtato
d’avé la maggioranza ‘nde la lista
der gruppo socialista.
A no!… Me venne a chiamà ar comitato
e ce l’accompagnò quer delegato
che intanto per adesso bene o male,
m’è amico personale!
Fu proprio lui a famme la proposta…
dice: «Dimmi Ninetto: quanto costa
l’appoggio tuo alla prossima elezione?»
«Levi l’ammonizione…»
«L’ammonizione ti sarà levata,
e in quanto al resto poi, er sor barone,
ti paga venti lire a sganassone!»
E difatti è ito su!… Ah sì! Jela
piantavo!… M’appiccicai ‘na
coccarda tre colore,
agguantai un tortore…
me misi er cortello
in saccoccia e poi strillai:
«Viva er nazionalismo!».
(Italia, 1920 o giù di lì.., ma come se fosse oggi)

No, perchè poi magari un giorno tra parecchi mesi ad elezioni finite e a poltrone occupate di questo tizio ci dimenticheremo quale era il suo geniale incipit elettorale. Io invece voglio ricordarmelo.
Ma ho bisogno di aiuto: che significa “di mischia”? “Essere di mischia”?
nel senso rugbistico, nel senso alchemistico, o nel mezzo di quali risse?
Un sostantivo molto ambiguo, azzeccatissimo per questa stagione politica.
(Emh, non mi sto schierando, ho voluto solo fare par condicio con il tizio che “chi il lazio lo fa..:“)

A ciascuno la sua!
Ma come cambiano velocemente gli spazi casalinghi… quando arriva un(a) bebè!

Ma dopo che il lavoro solerte di un ignoto (ma sicuramente osannato da precchi in queste ore) impiegato pubblico ha negato in maniera irreprensibile che venisse depositata la lista del PDL per la regione Lazio per la grave causa del ritardo di venti minuti rispetto al termine ultimo, che giudizio si può esprimere col metodo Brunetta al servizio offerto dall’ufficio in questione?
Fossimo sempre così rigorosi… a far rispettare i termini di ogni cosa, sarebbe un’Italia diversa…
A proposito poi del viola tanto in voga in questi giorni, da wikipedia:
Rimane ancora qualche colore libero per fare politica attraverso i cromatismi più semplici?
Bisognerà sfruttare tutte le sfumature RGB o pantone… :

Fonte, sempre Wikipedia, ovviamente!

Io e il mio amore abbiamo la cosa più bella che si possa avere al mondo…
Se non ci va al Festival, comunque lui lo vince uguale…
“..essendo un savoiardo… mi puccio nel caffè!”
Stupenda!!

Tanto il voto la gente a qualcuno lo deve dare… Perciò una bella faccia su un bel manifesto con un bel slogan ad effetto, all’altezza delle proprie ambizioni.
Beh, io ogni volta che leggo lo slogan di questo qui penso a Forrest Gump:
“Stupido è chi lo stupido fa!”, mi pare che dicesse Forrest…
Per me lui non ci fa, ma forse se lo farà, il Lazio, nel senso che la spunterà assieme alla Polverini. Ma alla storia questo suo manifesto qua rimarrà come uno dei più “bambacioni” che abbia mai visto.
(Ci sono delle cose viste per strada in passato che mi hanno fatto sorridere per la loro assurdità, e poi l’oblio velocemente se le è ripigliate. Forse il blog serviva anche a questo… a ribadirmi quelle “maraviglie” vissute e andate… velocemente via dall’attualità della mia vita)